Cittadinanza

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Per Popolo Sovrano, la cittadinanza fa tutt’uno con il possesso d’un personale Conto Sovrano (unità d’accredito di Gabelle di ritorno, Reddito sovrano e Reddito d’uguaglianza).

Ne consegue che tutte le persone presenti (a qualsiasi titolo) in Italia, se prive della cittadinanza, sono considerate a tutti gli effetti come ospiti, e quindi:

– impossibilitate a ricevere accrediti pubblici di qualsiasi tipo, welfare finanziario incluso.

– accolte gratuitamente in tutte le strutture pubbliche – Sanità, Scuole, Mense universitarie, Musei, Centri sportivi -, strutture che, salvo eventuali gabelle dissuasorie, sono sempre gratuite;

– in grado di usufruire delle Case popolari solo se non vi saranno già dei sovrani (i cittadini) richiedenti alloggio (e pagando comunque una Gabella d’accesso pari ai normali affitti).

In quanto ospiti, però:

– saranno espulsi quando delinquono o non risulteranno autosufficienti, con costi di rimpatrio ed adeguato argent de poche (solo nell’ultimo caso) a carico della percentuale complessiva stabilita in sede elettorale per gli stipendi di politici e funzionari (ad esclusione delle Forze dell’Ordine). Gli oneri conseguenti all’errata valutazione d’ingresso, infatti, non sono imputabili a responsabilità private o militari;

– se lavoratori dipendenti o in proprio, in quanto esclusi dal welfare tra sovrani, dovranno sottoscrivere un’assicurazione privata per tutelarsi dai potenziali danni sul lavoro.

In attesa di ratifica dell’Assemblea nazionale dei Soci 2019.

Istruzione

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La smaterializzazione

Popolo Sovrano vuole una Scuola smaterializzata. È oramai infatti necessario destinare agli studenti – i soli veri apprendisti del sistema -l’enorme quantità di denaro oggi utilizzata per i numerosissimi addetti pubblici (docenti, ausiliari, assistenti, segretari, applicati, presidi, provveditori, etc.).

L’operazione andrà condotta con spirito prudente, verificando scuola per scuola, e tuttavia, come se gli italiani fossero un popolo in fuga da Atlantide, che, giunto qualche anno fa in un’Italia deserta, avesse oggi il problema di educare i suoi giovani senza però dover ricostruire tutte quelle migliaia di orrendi edifici, né assumere quello spropositato numero di stipendiati oggi a carico di Ministero e Comuni.

I licenziamenti

Le operazioni, grazie al welfare diretto, non metteranno alcuna persona alla fame, ma obbligheranno il Ministero dell’Istruzione a disegnare il sistema attorno agli studenti anziché – come avviene oggi – agli impiegati.

In sintesi

Sarà così necessario:

  • licenziare in toto il personale amministrativo/dirigente locale (segreterie, presidenze, provveditorati), demandando la poca burocrazia di base (iscrizione dei nuovi allievi, superamento degli esami) a particolari docenti supportati dall’on-line;
  • – licenziare in modo progressivo e variabile (da istituto a istituto) il personale docente, sino a disporre del numero minimo e bastante di tutor;
  • – incaricare degli specialisti di scegliere e creare il materiale adatto per lezioni su macchina sempre più potenti e performanti;
  • mettere i tutor elettronicamente in grado sia di percepire la situazione d’apprendimento d’ogni singolo allievo, che di muoversi per raggiungere fisicamente gli studenti presso famiglie, uffici, fabbriche ecc.;
  • vendere o demolire gli edifici scolastici;
  • far vivere gli studenti a diretto contatto con gli autori del passato (libri, non citazioni o antologie);
  • stipendiare gli studenti, variando i compensi mensili in base alle valutazioni dei tutor. Nel caso delle università, lo stipendio base per gli studenti dipenderà dalla specializzazione più o meno richiesta dal sistema.

Esiste una scelta?

Attualmente il sistema scolastico, legato ancora a schemi di lavoro pregalileiani, divora una percentuale eclatante del PIL. Oggi si chiudono gli ospedali del XXI secolo per poter mantenere lavoratori assiro babilonesi.

Per una divertente ma istruttiva lettura, effettuabile anche a macchia di leopardo, si consiglia il gratuito PDF di Lettera alla Scuola (anno di pubblicazione 1999), scaricabile qui.

In attesa di ratifica dell’Assemblea nazionale dei Soci 2019.

Giustizia

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In una società civile, la sicurezza dei cittadini è minacciata al 99,99% dalle associazioni a delinquere. Tali associazioni, infatti, a differenza dei singoli individui, sono in grado di coordinarsisommare le forze, muovendosi con tattiche militari che aumentano all’infinito le capacità offensive, abbassando al contempo il profilo individuale.

Poiché lo Stato è forza assoluta (in quanto pesantemente armato, e costituito da centinaia di migliaia d’individui in grado di coordinarsi alla luce del sole), quelle associazioni possono svilupparsi e perdurare solo dove la forza dello Stato è artificialmente trattenuta.

Attenzione, però! Non importa affatto che siano bande di mafiosi, o di ladri di biciclette, o interi Consigli d’Amministrazione, o due persone, o invece cento, un gruppo di giudici, o tre violentatori di donne.

Importa solo che la forza venga astutamente o pigramente trattenuta anziché scatenata. Popolo Sovrano, considerando che si tratta di vere guerre con armi e morti, nonché di catene inarrestabili di furti e raggiri, intende muoversi nelle due spietate e chiare direzioni:

1) elevando le associazioni a delinquere allo status di eserciti senza divisa, da porre quindi sotto le leggi di guerra;

2) elevando i funzionari deboli e i politici inconcludenti allo status di traditori della Patria, perché (dato lo strapotere dello Stato) il mancato controllo del territorio, o – addirittura – il controllo mai concretamente avvenuto, indica che qualcuno sta agendo o “non agendo” alle spalle.

In entrambi i casi la pena sarà la morte, da applicarsi tramite plotone, ma senza alcuna valenza morale, lontanissimi da vendette, punizioni, deterrenze, e persino dal concetto stesso di “pena” (tutti aspetti che in guerra non hanno senso). Il cittadino, infatti, rispetto ad uno Stato, è infinitamente più debole, e quindi, accerchiato e vessato con tattiche di guerra, andrà protetto con identica spietata determinazione.

La morte, qui, è dunque la semplice soluzione a cui qualsiasi Stato ricorre appena si ritrova sotto attacco. Gli Stati, infatti, quando attaccati, evitano qualsiasi discorso morale e – perseguitando il soldato che si rifiuta di versare sangue – invitano i loro uomini a colpire senza pietà, premiando con onori e medaglie chi riesce a uccidere il maggior numero di attaccanti (attaccanti che, a differenza dei membri delle suddette associazioni, nemmeno hanno scelto d’essere tali; e che, per di più, portano una divisa).

Se è lecito e doveroso, in guerra, risparmiare (e quindi poi addirittura tutelare) la vita dei nemici che si arrendono, la stessa soluzione non è possibile se gli eserciti sono privi di divisa.

Va in ogni caso considerato che la Riforma di Popolo Sovrano, eliminando il contante e assistendo ogni cittadino con un welfare diretto (“ora e adesso”), porterà praticamente a zero una quantità oggi gigantesca di delitti contro il patrimonio.

Volendo – per qualsiasi motivo – derogare dalle soluzioni di cui sopra, resta inteso che questa sarà la base di partenza di ogni possibile ragionamento.

Oggi, il cittadino è abbandonato a se stesso, perché la mentalità vigente protegge lo Stato (fortissimo), i suoi politici e funzionari (blindatissimi), i grandi gruppi industriali (ricchissimi), e tutti coloro che per qualche motivo vanificano il lavoro della macchina amministrativa. Oggi, nonostante l’onnipotenza delle Forze dell’Ordine, il cittadino deve sperare che i suoi eletti e stipendiati non saranno forti coi deboli, e deboli coi forti. Il cittadino è invece re, perché fa parte del popolo, e va protetto contro tutto e tutti.

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Qualcosa non funziona? Qualcuno dovrà andarsene!
Per comprendere lo spirito di quanto sopra, si invia il socio alla pagina relativa ai problemi della giustizia del sito di partenza. Gli alti funzionari dello Stato debbono essere  assunti per obiettivi, e se questi non sono raggiunti, il licenziamento dev’essere automatico. La coesione dello Stato sarà garantita dalle motivazioni rese pubbliche ed evidenti ai cittadini sovrani e padroni.

In attesa di ratifica dell’Assemblea nazionale dei Soci 2019.

Economia

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Aiuto a commercio e imprese

Popolo Sovrano sconsiglierà all’elettorato di affidare percentuali dell’Iva erariale ai Ministeri per attività “imprenditoriali”, restando a quegli Apparati i soli mezzi per lavorare.

Istituzioni come le Camere di Commercio saranno chiamate a sostenere le aziende, coinvolgendo i singoli cittadini nell’azionariato delle start-up locali.

In attesa di ratifica dell’Assemblea nazionale dei Soci 2019.

Sociale

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Welfare finanziario

Popolo Sovrano vuole un welfare indipendente dall’età e dalle cause, che interviene in qualsiasi momento della vita, mantenendo semplicemente il conto sovrano a livello di vita dignitosa.

Le decisioni saranno ovviamente parlamentari, e si tradurranno in ordini alle Forze dell’Ordine, incaricate di impostare le macchine contabili.  Tuttavia, se per il cittadino diventerà impossibile finire sotto la linea di galleggiamento, il welfare diretto non interverrà finché la persona disporrà di liquidità sui conti correnti personali (o sul proprio conto sovrano). Se il cittadino desidererà continuare a ricevere le somme dovute alla sua particolare condizione di bisogno, non farà altro che investirle in Borsa, facendo così lavorare il denaro.

Il passaggio dall’attuale sistema pensionistico, basato su uno storico lavorativo (la pericolosa “piramide rovesciata”) ad un welfare diretto, basato sul qui e ora, sarà realizzato saldando tutto il precedente (comprensivo di interessi), al netto di quanto già erogato (nulla sarà però dovuto in caso di ammontare “negativo” – v. pensionati baby). Resta inteso che, ad inizio di ogni legislatura, il Parlamento stabilirà il preciso livello di età anagrafica che darà diritto a concludere ogni attività lavorativa.

Per motivi di liquidità, a riforma già attivata e versamenti contributivi interrotti (INPS ed altri Enti soppressi), il “saldo del versato” avverrà secondo determinati scaglioni, possibilmente entro l’anno, ma in ogni caso entro la legislatura.

I parametri che il Parlamento adotterà per aiutare “ora e adesso” trarranno ispirazione da tutti quelli già esistenti (sia lavorativi che assistenziali).

In attesa di ratifica dell’Assemblea nazionale dei Soci 2019.

Esteri

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Euro / Europa

A causa della separazione dello Stato dalle ricchezze dei cittadini, e dell’impossibilità per il Medesimo di indebitarsi chiedendo prestiti o stampando Titoli, l’uscita dall’Unione Europea risulta, dal punto di vista monetario, indifferente.

Tuttavia, la politica estera di Popolo Sovrano mira a organizzazioni sempre più grandi, per poter giungere un giorno agli Stati Uniti del Mondo, la federazione basata su:

  • 1 Esercito
  • N Monete
  • N Amministrazioni.

Se l’Unione Europea non si deciderà in tal senso, o (al contrario) pretenderà di fondere gli eserciti mantenendo però inalterate le regole dall’attuale country club finanziario (nel passaggio federativo tutti i precedenti accordi saranno attivi, ma il loro successivo eventuale abbandono non potrà essere in alcun modo perseguito).Popolo Sovrano chiederà al Parlamento di accorpare l’Italia alla Federazione Russa o Americana.

Il partito rifiuterà qualsiasi azione federativa non supportata da espressa dichiarazione di volontà popolare ottenuta tramite specifico referendum.

In attesa di ratifica dell’Assemblea nazionale dei Soci 2019.

Energia

Assunzioni

Palazzi