IMU/TASI 2018 – CORAGGIOSI PER UN ATTIMO O FOLLI PER SEMPRE?

IMU/TASI LE TASSE DEL 2018

Vai fuori a cena, e il ristoratore, invece di presentarti il conto, si mette nel parcheggio. Sei tu che dovrai andare alla cassa, fare la ricevuta (o la fattura), stare molto attento a non sbagliare, e poi, se tutto andrà bene, potrai riavere indietro l’auto. Ai furbi e svegli un sistema così va comunque bene, perché sono in grado di controllarlo e di non essere distrutti dalla fame statale; ma resta la triste rinuncia alla propria sovranità. L’IMU/TASI , tasse da pagare in questi giorni, sono qui prese ad esempio di tutte le altre centomila generanti il lavoro dei Padroni (cittadini Sovrani) anziché dei Servi (politici e funzionari). L’autore dell’articolo sembra ubriaco, ma dovete capirlo. Ha terminato di cenare quattro ore fa, e fra conti e telefonate non capisce più niente.

IMU/TASI capovolte

Se si limitassero a prelevarti i soldi dal conto corrente, vabbè, più di tanto non ci faresti caso: le tasse vanno pagate! Invece no, tocca a te calcolare tutto! Sarebbe come andare al ristorante, mangiare, e poi – invece di tirare fuori semplicemente il portafogli – doversi informare bene sui prezzi, sapere come compilare la ricevuta, quali esatti tasti premere del computer, sommare il coperto, l’antipasto, i primi, i secondi, l’acqua, il vino, il dolce, e poi –  solo poi – pagare.

Stando attento a non fare errori, se no c’è la punizione! E pagando pure nel giusto modo, nelle forme comandate dal ristorante! Se no i tuoi soldi finiranno in gineprai da cui riprenderli sarà difficile. Devi informarti anche di quello, ovvio! Magari li vogliono in contanti, oppure preferiscono l’assegno, o il bonifico bancario (no, non la carta di credito no).

IMU/TASI paladine di giustizia

Roba da prendere il ristoratore per il collo e massacrarlo di botte! Questa la naturale reazione del cittadino, ma… inutilmente! Eh sì: lui deve stare calmo, anzi calmissimo, perché non ci sarà proprio nulla di facile ad attenderlo. Per amore della giustizia, infatti, il ristoratore folle non si limiterà al semplice elenco dei prezzi, ma provvederà a considerare mille doverosi fattori compensativi. Massima calma, quindi, perché tutto è sotto rischio e pericolo!

IMU/TASI a mezzogiorno e a cena

Ad esempio: si fa presto a dire “cena”! È solo una casellina da barrare nella ricevuta là in alto a sinistra, è vero; ma la cena potrebbe avere prezzi molto diversi dal mezzogiorno, dove potrebbe essere applicato il menu a prezzo fisso. È informato il cittadino sugli usi e costumi del ristorante? Se la sente di escludere categoricamente il pranzo di lavoro?

E a proposito di lavoro, la cena appena consumata era d’affari o per turismo? C’è una bella differenza, che alla cassa è fondamentale conoscere. Insomma, che il cittadino stia bene attento a non sbagliarsi, perché in un caso pagherà più del dovuto, e nell’altro sarà castigato e tormentato. E a proposito di turismo (eh sì, c’è anche questo da tenere presente): è a conoscenza del fatto che i piatti tipici della zona prevedono sconti particolari per chi non è della zona? Ha forse ordinato il cotechino con polenta, il nostro disgraziato avventore? Potrebbe proprio essere uno di quei piatti che…

IMU/TASI turistiche e da lavoro

Il turismo non è del tutto esente da perplessità, ed è aspetto dibattuto. Il cittadino che abita a Cumignano sul Naviglio, ad esempio, sarà fiscalmente classificabile come turista quando cenerà a Cingia De’ Botti? O solo a Borgo San Giacomo? In quale di questi due paesi potrà detrarre alla cassa? È vero che Borgo è vicinissimo a Cumignano, però sta in un’altra provincia. Dunque, è qui che il cittadino sarebbe propriamente un turista.

Tuttavia, il Manuale Per Ben Compilare Le Ricevute E Le Fatture Della Ristorazione, tomo sempre presente sul tavolino della cassa, pur mettendo l’accento sulle questioni geografiche, per “turista” intenderebbe “colui che è in viaggio di piacere”. Visto che oggi è domenica, e il cittadino è a Borgo, secondo logica dovrebbe mettere lo sconto in fattura.

Tuttavia, questo potrebbe avvenire anche per quanto riguarda Cingia De’ Botti. La Circolare Allegata Del 2015, infatti, mirante ad incentivare il turismo locale, lasciava intendere che la coincidenza della provincia di residenza con quella di ristorazione – così almeno si affermava negli ambienti contabili ed universitari – non sarebbe affatto d’ostacolo alla scontistica. Anzi, proprio l’esatto contrario, soprattutto mettendola in relazione con le Circolari Per Lo Sviluppo Del Territorio, miranti a stimolare i consumi più interni. Risultando così la domenica stessa come il fatto veramente essenziale, e non il dove; anche se, a tutt’oggi, nessuno ha veramente capito perché il ristoratore non si sia limitato a specificare soltanto il giorno della settimana. Cingia, quindi, per concludere, farebbe turismo anche se della stessa provincia, esattamente come Borgo. Anzi, in base alla Circolare, proprio perché della stessa provincia!

IMU/TASI con le cozze

Il cittadino è vigile, ma qualcosa potrebbe essergli sfuggito.
«Ti sei ricordato di mettere il caffè in ricevuta? No? E perché? Perché quello che è arrivato se l’è bevuto tua moglie e il tuo non s’è visto? Dai, mettilo! E metti anche il liquorino! Eh?! No? Perché?! Perché lo offrono i ristoratori? Va bene, ma dov’è la pezza giustificativa? Il cameriere non te l’ha data? E allora mettilo dentro!».

Ci sono poi delle complicazioni, spesso, con le cozze al vapore, e tutti quei piatti che vanno ordinati “minimo per due“. Inevitabili, infatti, le ambiguità: il tomo non specifica, lasciando così intendere che si dovrebbe procede per logica. Ma quale logica? Se si sbaglia, sono dolori! Dividere per due la cifra elencata nel menù, o assumerla  come intera per la singola persona? Una bella differenza! Insomma, il cittadino percepisce il problema come un dover decidere tra un grosso risparmio o una pesante multa.

Molti clienti scelgono il male minore e decidono di pagare come avessero mangiato per due; ma si narra d’un cliente che, a corto di soldi – e quindi senza il valido aiuto dei Tecnici Laureati In Ricevute e Fatture – abbia impiegato quasi sette ore per redimere l’ineffabile questione. Questione trattata da sciocchezza assolutamente risibile anche dai Diplomati in Ricevute Da Ristorante, ma – insomma – è ovvio che il normale cittadino, ritrovandosi a pagare alla romana, possa impiegare molto tempo a decidersi.

IMU/TASI sempre più giuste

Ci sono poi, sempre nell’ottica dello stare attenti a non pagare di più, gli sconti comitiva (come riportato dall’avviso vicino alla cassa), e gli sconti agli handicappati e familiari in accompagnamento, come da Circolare Interna N. 1234 del giorno 5/6/2007. Solo i Tecnici Delle Ricevute Ristorante sanno se queste agevolazioni siano o meno cumulabili col turismo e il pranzo da lavoro (e all’interno di quali limiti), ma il ristoratore segnala la Circolare per semplificare la vita a chi ha già dei grossi problemi.

IMU/TASI dalla giustizia alla severità

Circa poi l’atto finale del pagamento: attenzione! La prassi comune indica che si possa saldare coi buoni pasto, ma la cifra del 38% riportata in basso sul prestampato fattura potrebbe forse indicarne il limite massimo d’utilizzo, perché recita “ad esclusione dei contanti e dei media”. I media saranno forse le carte di credito e i bancomat (perché “media”, poi?!), e i buoni pasto il resto.

Tuttavia, il ristoratore avrebbe potuto essere molto più chiaro, ma in ogni caso, l’importante è non sbagliarsi perché i dipendenti del locale aspettano il cittadino nel parcheggio, per controllare le ricevute e le fatture; se tutto va bene, gli restituiranno le chiavi dell’auto, si faranno pagare la sosta, e gli faranno firmare l’apposito modulo che li esonera da qualsiasi responsabilità passata, presente e futura verso il mezzo.

IMU/TASI e la qualità totale

Questo splendido modo di operare aumenta naturalmente i costi. Le pagine di Google che compaiono cliccando “18 giugno 2018 pagamento IMU e TASI” (fai la prova anche tu, caro lettore, vediamo se riesci a trovare l’ultima) sono decine, forse centinaia, e questo significa che (siti gestiti da professionisti a parte) decine di migliaia di dipendenti pubblici hanno dovuto consumare il loro tempo “non a lavorare per il cittadino”, ma “a pensare a come farlo lavorare”. E qui, ovviamente, stiamo solo parlando di IMU e TASI”, cioè di solo due tra le infinite tasse.

C’è da meravigliarsi se poi il cittadino e la sua impresa dovranno pagare addirittura un Laureato per saldare il ristorante, il benzinaio, il supermercato, il gommista, il bar, l’autostrada, le scarpe e gli abiti?

Tu – caro lettore – di tutto l’ambaradan, cioè del ristorante, del parcheggio, del gestore, dei cuochi, dei camerieri, di Cumignano, di Borgo, di Cingia, sei il padrone, il re, il sovrano, il titolare ultimo. Perché sei lì a fare i conti? Tu dovresti controllarli, non farli.

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IMU/TASI e la rinuncia al regno

Alcuni cittadini, in grado di gestire bene l’auto fatturazione, e per questo altamente consapevoli della pericolosità dei servi che fanno i padroni, sono molto contenti che i ristoratori non si limitino a prelevargli i soldi dal conto corrente. Guai se così fosse! La fame statale va contenuta ad ogni costo, e quindi bisogna osservare ogni Euro in uscita! Hanno ragione, certo, ma solo perché immaginano un mondo dove i sovrani hanno definitivamente rinunciato alla loro maestà. Applicando la Riforma di Popolo Sovrano, invece, tutto il presente va a scomparire in un solo singolo istante.

Scompaiono in un secondo le dichiarazioni dei redditi, l’Agenzia delle Entrate, la Corte dei Conti, i bilanci pubblici, gli adempimenti periodici, mentre le buste paga vengono percepite per intero, e il farraginoso e falso welfare (fatto di carta) diventa solo un brutto ricordo. Inoltre, un numero infinito di accise, tributi, imposizioni e gabelle (tra cui IMU e TASI) va a mutare la propria pelle e natura, perché (se restano) restano per motivi squisitamente etici (sono infatti incassate tutte le notti dai Cittadini sui loro Conti Sovrani).

Non è chiaro? Detto in due secondi: «Lo Stato e tutti gli Enti pubblici potranno sempre emettere le tasse, i bolli, i tributi, le imposte, le accise e le gabelle, ma senza poterle incassare». È semplice?

IMU/TASI e la tasca del padrone

Un sistema impossibile quello sopra descritto? È quello di adesso, invece, ad essere impossibile, perché oggi i padroni fanno i servi e i servi fanno i padroni, e questo complica tutto di miliardi di volte. In più – udite udite! – i dipendenti pubblici non vivono oggi del loro lavoro, ma dei soldi che guadagnano i cittadini. Questa è follia pura! Come se un imprenditore assumesse migliaia d’operai per pagarli poi di tasca propria e non coi proventi dell’azienda!

È il lavoro che deve invece mantenere gli operai, gli impiegati, i dirigenti, i politici, i funzionari, gli addetti… e non la “tasca propria”! Nella normalità del mondo, infatti, l’imprenditore incassa, il padrone guadagna, il nobile accumula, e il sovrano introita! In questo nostro attuale sistema, invece, il popolo sovrano paga di “tasca propria”, e in più viene tartassato e deve pure compilarsi i moduli.

Fermati dunque una mezza giornata, o disgraziatissimo cittadino re che fai il servo al posto dei tuoi stipendiati, leggiti con calma il Manifesto, assaggia, vedi, percepisci il mondo dove i servi fanno i servi e i sovrani fanno i sovrani.

Tempo sprecato? No, tu sei lo sprecato! Tu, proprio tu, che non sai nemmeno che devi portare a termine il lavoro iniziato dai tuoi avi, e concludere così finalmente e allegramente le rivoluzioni dell’800!

Se non lo farai, condannerai i tuoi nipoti e pronipoti alla tua sciocca vita.

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