LETTERE AL DIRETTORE – CARLO COTTARELLI

La Provincia di Cremona – 18 marzo 2018

Egr. direttore,
posso raccontarLe quello che è successo tra me il segretario del mio partito all’incontro con Carlo Cottarelli? A conferenza finita, Roberto Bonezzi si gira verso di me con una strana luce nello sguardo; ha i pugni chiusi e l’atteggiamento di chi è pronto alla lotta, e mi sussurra: «Adesso intervengo io!». Mi spavento, perché quanto Bonezzi attacca, raramente ci sono limiti e misure. Cottarelli mi è simpatico, lo ritengo preparato; semplicemente, nel prendere in mano il microfono, si è solo dimenticato di specificare che, avendo viaggiato in lungo e in largo, nel tornare alla piccola Italia nota con forza i comportamenti tipici dell’italiano medio, individualista e sempre pronto alle scorciatorie; e quindi, il basso “capitale sociale”. Cottarelli sta facendo il maestro di scuola, è vero, ma è perché crede che i fondamentali contino più di tutto. E potrebbe aver ragione. Sono convinto che Roberto si appresterà a demolirlo secondo logica, ovvero, che per più di mezz’ora abbiamo sentito uno scolastico riassuntino di quel che è successo in Italia e di quel che sono gli italiani, e nemmeno uno straccio di soluzioni. Se io pensassi male di Cottarelli, sarei brutale: «Caro dottore, quanto avrebbe potuto esattamente risparmiare se, al posto della nostra politica falsa e doppiogiochista, alle spalle avesse avuto il KGB o la Gestapo?». Oppure «Dottore, non ci racconti la favoletta che se tutti avessero sempre pagato le tasse, oggi il nostro debito pubblico sarebbe zero, perché io ho fatto lo statale per 13 anni e so perfettamente che, se il debito pubblico di 2 milioni di miliardi delle vecchie lire avesse avuto il sostengo di contribuenti bravi e zelanti, sarebbe esploso a 10 milioni di miliardi, e non a zero». E simili, e in crescendo, e sempre più cattivo e determinato a distruggere la persona. Bonezzi rinuncia ad intervenire. Quando siamo fuori, però, mi dice: «Bah! Non capisco perché mi hai fermato. Io volevo solo dirgli che la soluzione a tutti i problemi che lui ha elencato è già stata trovata». Cado dalle nuvole: nessuna distruzione! Che dire? Fra l’altro, era esattamente quello che avevo pensato prima della conferenza: ovvero, che se in sede elettorale il popolo può scegliere quale preciso budget dare allo Stato per servizi e stipendi, di problemi non ce ne sono per principio. E che era quindi inutile, per noi di Popolo Sovrano, andare a sentire una conferenza sull’efficienza e moralità nella spesa pubblica, perché se i politici e funzionari non possono più andare a prendere i soldi dove vogliono, la virtù è automatica.
Claudio Bettinelli

 

Presidente di Popolo Sovrano

Presidente del partito Popolo Sovrano, in una notte di furore dell’aprile 2014 ha gettato le basi per la definitiva conclusione delle rivoluzioni ottocentesche. Le idee, ufficialmente presentate nell’aprile 2015 nel sito di Seconda Linea, attireranno due anni dopo l’attenzione di Roberto Bonezzi, primo iscritto cremonese del Movimento 5 Stelle, diventando poi, in una profondissima e intensissima elaborazione a due, il documento ufficiale del partito. Si occupa delle questioni più teoriche e non ha il minimo senso pratico.