LETTERE AL DIRETTORE – ENTI POCHI E NAZIONALI

La Provincia di Cremona – 12 aprile 2018

Egr. direttore,
l’allarme dell’Ance (l’Associazione Nazionale Costruttori Edili) è una delle tante “eterne emergenze” semplicemente impossibili con la riforma di Popolo Sovrano in atto. Appoggiando infatti un partito piuttosto che l’altro, durante le elezioni politiche il popolo deciderà i quattro parametri padronali da applicarsi durante la legislatura: A) Quale Tetto Massimo di Iva in ingresso assegnare allo Stato per i suoi lavori (la cifra è espressa al centesimo); B) quale esatta percentuale del Tetto Massimo affidare ad ogni singolo Ministero; C) quale esatta percentuale del Tetto Massimo utilizzare per gli stipendi pubblici (le sotto percentuali sono a carico dei sindacati); D) infine, quale Aliquota Unica d’Iva fissare su tutti i prodotti e servizi. Ebbene! Se il popolo deve sapere quanti soldi dare ai vari Ministeri (l’assegnazione percentuale avviene tutte le notti perché in giro c’è solo moneta elettronica), deve per forza avere degli interlocutori “unici” per ogni Servizio. Con gli attuali mille Enti con le diecimila Partecipate a lato, capirci dentro qualcosa è impossibile, e il popolo non può fare il sovrano padrone. Chi saranno gli interlocutori? L’ingegnere capo dell’Ente Unico per tutte le strade d’Italia? Il responsabile capo dell’Ente Unico per la gestione di tutta l’acqua? Il capo della Gestione Unica di tutti i rifiuti della nazione? Aggiungendo telefoni, ferrovie, poste ed altro, sono una decina di interlocutori: decisamente fattibile, vero? Che significa però tutto questo alla fin fine? Significa che per comandare dobbiamo riprenderci tutto.
Popolo Sovrano
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