Spiegare un diesel a chi già conosce il benzina è facile.
Basta dire che non ci sono le candele perché, per via della pressione più alta, l’accensione è spontanea, e l’interlocutore ha già capito tutto. Se è un tecnico, sarà addirittura in grado d’immaginarsi altre probabili caratteristiche.

Spiegarlo invece a chi non ha mai visto un’automobile, un treno, un macchinario, è impossibile. Più si entra nei dettagli, e più il quadro del diesel si fa nebuloso, misterioso, complicato. E, alla fine, risibile e comico.

Il ranchero dell’Arizona di fine ‘800, che ha sempre visto solo mandrie e cavalli, non può immaginare il pistone che va su e giù, la biella, la manovella, il liquido che arriva, il gas che si forma, l’olio di lubrificazione, il ciclo Otto, l’espansione, il combusto che esce, la nafta, il rifornimento, le raffinerie, i distributori di benzina, la batteria d’accensione, le candelette per l’avviamento, i pozzi di petrolio, la marmitta, la frizione, i pedali, le luci... Non può perché non riesce ad immaginarsi nemmeno il pistone.

Ovviamente, sarebbe bellissimo poter osservare lo svolgersi concreto della Riforma illustrata dal Manifesto in un uno Stato già perfettamente funzionante. Sarebbe come vedere direttamente un diesel in moto mentre qualcuno lo spiega ed indica cosa sta succedendo e dove. Ma non c’è. In tutta la terra, non c’è un solo Stato che funzioni “a rivoluzione ottocentesca completata”. Fare cartoni animati, rappresentare qui e là i passaggi di denaro, non serve a niente.

Serve invece un approccio tranquillo, sereno e senza fretta al Manifesto. La lettura andrà effettuata senza la pretesa di capire tutto subito, perché il salto è troppo grande. I cavalli corrono sugli zoccoli, le auto sulla gomma. Se si vuole andare troppo veloci, poi, si corre anche il rischio di sommare le mele con le pere.

«Bella quest’invenzione! Ma ho una curiosità. Se potessi usarla, dove li metto i cavalli? Li faccio correre a fianco, come col mio carretto, o li posso caricare? E la biada? Ho lo spazio per la biada?».