POPOLO SOVRANO E LA RAI DI SUA MAESTÀ

GRANDI STRUTTURE DELLA RAI

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Le nomine di Fabrizio Salini e Marcello Foa alla RAI non interessano a Popolo Sovrano, in quanto questioni politiche e non strutturali. Sono tuttavia una bella occasione per osservare come sarebbe il funzionamento dell’apparato con la Riforma già in atto.


RAI e soldi in entrata

 

Chi ha letto il Manifesto sa che, ad elezioni effettuate, il nuovo Parlamento deve decretare i quattro parametri padronali necessari alle Forze dell’Ordine per impostare le macchine:

  1. l’Aliquota Unica d’Iva (identica per tutti i prodotti e servizi);

    CANONE RAI

    Ti piace questa GUIDA COMPLETA PER DISDIRE IL CANONE RAI a cura dell’Agenzia delle Entrate? A Riforma avviata, con i quattro parametri padronali attivi, l’Agenzia delle Entrate scompare. Non ci sono più tasse, il computo dell’Iva è robotico, è un Ente Inutile.

  2. il Tetto Massimo per lo Stato (cioè del budget proveniente dall’Iva, che si riversa notte dopo notte sino al raggiungimento);
  3. le Percentuali ai Singoli Ministeri (di quel Tetto Massimo d’Iva);
  4. e la Percentuale per stipendi (sempre di quel Tetto Massimo).

Come ogni altro Ente, dunque, la RAI “sovrana” ha un suo preciso budget, indicato dal Ministero d’appartenenza, che gli arriva notte dopo notte sino al completamento.

Pertanto, essendo già soddisfatta, come tutti gli Enti sovrani non può più chiedere canoni né fatturare.

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RAI e soldi in uscita

La RAI non può incassare i soldi delle pubblicità, ma come tutti gli altri Enti (luce, acqua, gas, telefoni, trasporti) impone delle Gabelle, cioè cifre dissuasive subito accreditate ai Cittadini Padroni.

Dato il particolare mercato, tali Gabelle possono anche essere delle vere e proprie aste pubbliche. Traducendo, con un fatturato come quello del 2016 di 2 miliardi e 780 milioni di Euro, ogni cittadino riceverebbe sul suo Conto Sovrano 46 Euro e spiccioli. Una famiglia media di 3 persone, 139 Euro circa.

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RAI e Parlamento

Il Parlamento può comandare dei dettagli alla direzione dell’Ente, stabilire magari la quantità massima di pubblicità quotidiana, le regole per l’antitrust, e quando mandarla in onda (fra il primo e il secondo tempo dei film, tra un programma e l’altro, non negli orari dei bambini, e simili). O abolirla. I due Enti hanno compiti separati e nessun interesse in comune.

 

(Si veda il Manifesto per la comprensione dell’ottica “padronale” di fondo).

I GATTI GUARDANO LA RAI