Non ci eravamo accorti che la Riforma, semplificando all’infinito la struttura statale, annullava anche tanti dettagli nel partito che la proponeva.

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Siamo ovviamente soddisfatti d’aver finalmente pubblicato i Regolamenti del Partito, ma anche un poco imbarazzati dell’inspiegabile ritardo. I Regolamenti sono un atto minore, il semplice e pratico calare lo Statuto nella realtà, e possono persino non esistere: se lo Statuto è infatti perfetto, risolve cioè a monte ogni possibile problema, i regolamenti non servono.

Il documento, tuttavia, era comunque da pubblicare, perché richiesto dallo Statuto stesso, che rimandava a quella sede talune decisioni. Nonostante la necessità, però, e la grande semplicità, la pagina web è rimasta vuota per mesi. Perché?

Aprendo la paginetta dei Regolamenti si resta subito colpiti dalla brevità del documento. Molti partiti – invece – hanno pubblicato regolamenti chilometrici, scorrendo i quali si ha la netta sensazione che la vita di un partito sia come un campo minato a Stalingrado. Questo ci ha ovviamente spiazzati parecchio, fornendoci il sospetto che ci mancassero delle informazioni, o la semplice fantasia d’immaginare tutte le possibili e più nefaste complicazioni.

Dopo averli pubblicati, però, abbiamo la sensazione che la verità poteva essere un’altra. Per la precisione, la solita, e che cioè non v’era alcun bisogno di sentirsi inadeguati, perché i Regolamenti (pronti da mesi) erano brevi e geometrici esattamente come lo Statuto e il Manifesto. In altre parole, non eravamo noi in deficit, ma gli altri.

Chi naviga a vista, infatti,  deve stare attento a milioni di dettagli, che mancano nel vasto mare.