SERVI & PADRONI, AUTOSTRADE & ASSICURAZIONI

PESI DAI SERVI SUI PADRONIIl discorso era già stato affrontato da Seconda Linea (aprile 2015), ma la logica strutturata dal Manifesto ha riconfermato la visione padronale: i cittadini SOVRANI non possono essere costretti a pagare pedaggi né ad assicurare i propri mezzi, mentre i SERVI (politici e funzionari stipendiati, secondo il linguaggio educativo di Popolo Sovrano) debbono fare accordi con le Compagnie per assicurare i propri servizi.

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Italiani “straccioni” e stranieri “scazzati”?

Possono i PADRONI della nazione pagare per entrare nelle proprie strade? No, perché allora diventerebbe possibile anche pagare per entrare nelle proprie mutande. Le piccole gabelle negli anni ’20 (e successivi) per sviluppare la rete autostradale potevano essere accettabili; ma proseguire nell’andazzo è come pagare per potersi scopare la propria moglie.
I caselli, quindi, debbono sparire.SERVI DEL CAZZO E CODE AI CASELLI

E gli stranieri? Si potrebbero mantenere i pedaggi per loro? Certo, col ticket da appiccicare al parabrezza. Però, a ben vedere, neppure questo può essere fatto. Prima di tutto è da morti di fame (noi italiani siamo dei signori), e poi per gli stranieri vuol dire essere costretti a cercare dove vendono le vignette, fermarsi anche non volendo, capire come appiccicarle, insomma, la solita rottura-di-balle che proviamo anche noi quando andiamo in Austria, Svizzera ecc.. Per noi italiani, poi – commercianti e venditori – è come darsi delle martellate sui coglioni, perché quelli vengono a spendere e bisogna spalancargli le porte, non scazzarli “per i due soldini”.

Noi siamo dei PADRONI, non ragioniamo come i SERVI CANAGLIA, e quindi non siamo sempre alla ricerca di mezzucci per raggranellare spiccioli.

Tocca ai SERVI provvedere a quel che è pubblico

Anche le assicurazioni per auto, moto, camion, barca, aereo debbono essere gratuite, anche se il termine è senza significato. Ognuno può assicurare solo quel che è suo, non quello degli altri, e quindi il cittadino è fuori. La strada infatti non è il suo ufficio o la sua fabbrica: è proprietà pubblica!SERVI E ASSICURAZIONI RCA

Nessun cittadino può uscire di casa e andare a fare un buco in strada, perché lo arrestano. Nessuno può dire «Quel km cubo di cielo è mio” e mettersi quindi a sparare agli aerei che vi transitano, o a pretendere gabelle, perché lo arrestano. Nessuno può dire «Il mare da qui a là è mio» e quindi farci quel che vuole, perché lo arrestano. Dunque, se non è roba del cittadino, ma proprietà collettiva, i contratti con le compagnie di assicurazioni debbono essere collettivi.

Attenzione! Se il cittadino è tenuto ad assicurare il proprio ufficio, e per conseguenza il governo le proprie strade, acque e cieli, è evidente che la pigrizia mentale dei nostri SERVI ha qui raggiunto la stratosfera.

Le Gabelle sono sempre possibili, ma non l’incasso

Le Gabelle sono l’unica forma di controllo etico concesso agli Enti.
In pratica…
Bisogna sfavorire il passaggio su questa arteria? Ecco i pedaggi.
Bisogna ridurre il passaggio su questo ponte? Ecco i pedaggi.
I soldi, però, vanno comunque accreditati sui Conti Sovrani dei PADRONI entro la notte successiva all’incasso. Lo Stato deve vivere di predeterminati budget derivanti dall’Iva, non un centesimo di più.

Si rimanda ogni discorso al Manifesto (e come lettura propedeutica, a questo articolo); mentre, per quanto riguarda Seconda Linea, vai agli articoli AUTOSTRADE LIBERE e ASSICURAZIONI A CARICO DELLO STATO. Il linguaggio triviale di questo articolo è ovviamente intenzionale, e ha scopi di ricerca.COL CAVOLO CHE I SERVI SI PRENDONO I SOLDI