SOVRANO DA DUE SOLDI

Le colpe del sovrano da due soldi

Partiamo da un’immagine un po’ sgranata, girata per molti mesi sui vari social, per fare qualche riflessione sulla nostra “sovranità”. Sappiamo già che “cittadino” (sinonimo di “non contadino” o anche “acculturato”) è un termine ambiguo, non chiaro, e certamente non padronale. Siamo però sicuri che almeno quello di “sovrano” abbia un senso? Con le poche righe che seguono, frammiste a tante immagini, imparerai di più sulla tua identità che utilizzando tutti i testi ad uso giuristi. Non ci credi, sovrano da due soldi? 

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Un sovrano nato per la colpa

Ti senti in colpa guardando l’immagine di testa?

L’avrai vista centinaia di volte, è quella del pompiere che salva un bimbo e dei commessi di Montecitorio. Ebbene? Ti senti in colpa?

Sì? È inevitabile! I pompieri rischiano la vita per te, però hanno uno stipendio di gran lunga inferiore a quello dei commessi che – mai in pericolo e sempre in mezzo al lusso – aprono e chiudono le porte ai politici.

Tu, che fai parte del popolo sovrano, sei quindi come quel re del cavolo che pagava molto di più i lacchè dei suoi moschettieri.

Gli uomini del sovrano

Sei proprio quel tipo di re che nemmeno sa distinguere tra gli uomini pronti ad affrontare i cannoni, da quelli lesti a piegare la schiena davanti ai nuovi vincitori.

I soldati del sovrano

Sentimenti come questi, però, di colpa, sono la tua perfetta normalità. Infatti, salvo momenti eccezionali, esisti solo per sentirti colpevole.

Non esisti per governare, ma per macerarti.

I tormenti del sovrano

Quanta colpa e quanta rabbia per la miseria che affligge i tuoi confratelli, le cure mediche negate a chi non ha soldi, i disperati che affogano in mari senza confini, i terremotati che stanno ancora nelle baracche, la devastazione della natura…

Altre colpe del sovrano

A te, di fatto impotente, spettano solo le colpe. E se hai un po’ d’energie, anche le arrabbiature.

La spada del sovrano

Strano però! Se il popolo è sovrano, perché vive situazioni così miserabili?

Sovrano ma disperatoUna volta non era così!

Un tempo, se la miseria affliggeva grandi fasce della popolazione, la colpa era del re e soltanto sua. Era lui il colpevole che non sapeva governare. Nessun cittadino, guardando le sventure della nazione, si sarebbe sentito responsabile. Al massimo, sfortunato.

Adesso invece, per via dell’Art. 1 della Costituzione che vuole il popolo “sovrano”, e quindi democratico, la responsabilità è tua e soltanto tua!

Tu, però, non sai nemmeno cosa voglia dire fare il re. I re, infatti, hanno dalla loro la potenza. Possono usarla male, possono usarla bene, possono non usarla affatto, ma sono potenti. Ordinano, e tutti corrono!

Tu?Il sovrano ha il comando

Ti chiamano sovrano…

Ti dicono che sei il popolo sovrano

Per tutti sei il cittadino da servire

Però…

Il sovrano circondato dalla sua Amministrazione

Dov’è finito il nuovo sovrano?

Sì, è vero, tu sei proprio un sovrano, nessuno te lo nega. Però non conti niente. E perché non conti niente? Perché – concluse le rivoluzioni ottocentesche – non sei stato tu a prendere il posto dei nobili e dei principi.

Là dove comandavano i re, infatti, c’erano i soliti tre elementi su cui si regge il potere: il re (i nobili), i funzionari di palazzo (politici, ministri, ambasciatori, lacchè, contabili, stallieri, giardinieri, scrivani, camerieri) e gli uomini del re (soldati, polizia, e servizi segreti).

Il popolo non c’era, non c’entrava, stava semplicemente fuori.

Gli uomini del re – al solito disciplinati – sono rimasti al loro posto, attorno al palazzo e pronti a tutto. I funzionari e i politici – sempre affascinati da onori e bella vita – non si sono certo allontanati dalla reggia (riserva d’inimmaginabili splendori).

Tu? 

Tu, esattamente, dove sei? Il re non c’è più, i nobili non si vedono più, dov’è il  il terzo elemento, il più importante?

Il sovrano era felice a Versailles

Tutto vero, ma anche no!

«Nella rappresentanza! Nei politici! Nel Parlamento!» ti hanno sempre detto con il cuore in mano.

«Certo» verrebbe istintivo rispondere. «Però i re hanno sempre avuto a che fare con rappresentanze, politici e parlamenti vari che limitavano il loro potere. Non sono novità. Non sono invenzioni di oggi. Però, padroni erano, e padroni restavano».

E dunque? E dunque un sospetto! Non sarai per caso quel tipo di sovrano che fa la fame mentre i suoi stipendiati vivono nella più blindata sicurezza economica, vero? Sì? Davvero? È proprio così?

Oh, lasciatelo dire, sei davvero magnifico! Mai, sotto il cielo, s’era visto un sovrano così virtuoso e disinteressato.

Il sovrano è molto generoso

Sovrano per burla

Ascolta bene, sovrano da due soldi!

In un tempo nemmeno troppo lontano, i re e i nobili (cioè i duchi, conti, baroni, marchesi, visconti) sceglievano personalmente i propri servi, i propri stipendiati, esattamente come fai tu. Sceglievano cioè i loro funzionari, amministratori, ambasciatori, segretari e persino politici.

Però, a differenza di te, quella gente là, poi, loro la usavano, la dominavano, la comandavano, e se ne servivano alla grande; proprio perché si ritrovavano in mano un’organizzazione disegnata secondo i loro desideri, pronta, obbediente e controllata; e quindi – risultato finale – governavano molto più di prima, crescendo in potenza e gloria.

Tu, invece, vieni effettivamente chiamato ad eleggere i tuoi servi nel giorno elettorale (sei proprio il padrone, il re, su questo non si discute), ma poi, per il solo ed unico motivo fisico che: “Suvvia ragazzi, dai, siete in troppi, non potete stare qui, su, fuori dai palazzi!”,  sei sempre stato costretto a sloggiare da tutti i centri del potere.

È normale questo? No, non è normale. O meglio, è normale come quel re che, scelti i suoi ministri, deve sempre partire per l’Oriente e stare via cinque interi anni; o come quel Duca che, scelti gli stallieri e i camerieri, deve sempre partire per la Russia e stare via 1827 giorni di fila ogni 1828; o come quel re delle favole, perché questo può succedere solo nelle fiabe.

La proprietà del sovrano oggi sono nostre

Sei un sovrano, tu? Un sovrano per davvero?

Certo! Se tutti i tuoi connazionali morissero, tu e il “popolo sovrano” sareste la medesima entità. Infatti, che i sovrani siano uno, trentamila, sessanta milioni, non fa differenza.

Però, anche se titolato, tu non puoi andare nelle prefetture a controllare come lavorano! Non puoi mettere sull’attenti il prefetto! Non puoi entrare nell’Agenzia delle Entrate ad ordinare al direttore di chiamare il Ministero! Non puoi entrare a Montecitorio e costringere i valletti ad aprirti gli incartamenti dei Servizi Segreti!

“Siete troppi, via! Foste diecimila, come i nobili di una volta, ci inchineremmo doverosamente; ma siete milioni, il potere si regge sul segreto, quindi fuori di qui o chiamiamo la Forza”.

Tu però sei un mezzo sovrano

Mezzo sovrano

Quindi, chi comanda?

I tre elementi del potere sono diventati due perché il popolo, in un modo o nell’altro, è ancora fuori!

E c’è di peggio, naturalmente…

Il sovrano, finito di scegliere i suoi ministri, se proprio deve partire per l’India, assegnerà a tutti dei precisi incarichi. Darà cioè degli ordini che dovranno essere assolutamente eseguiti durante la sua assenza.

Tu, invece, in sede elettorale, potrai solo scegliere gente che probabilmente la pensa così e che più o meno dovrebbe comportarsi cosà. Ordini precisi ? E quando mai?! Nemmeno potrai – sovrano da mezzo soldo – controllare in tempo reale le spese di ogni tuo ufficio e affidare precisi budget ai vari settori dello Stato.

Tutti i sovrani e i nobili della terra, chiesto di verificare una qualsiasi situazione contabile, hanno sempre visto la gente correre subito coi registri ed inchinarsi. Tutti i sovrani e i nobili della terra, udito qualche insolente funzionario pretendere un più ampio budget, hanno potuto guardare i loro uomini negli occhi e vederli subito pronti alla spada.

Tu sei un sovrano da barzelletta, una nullità umana, una chiavica. Ed è giusto che sia così. Non hai concluso il processo rivoluzionario, ti sei fermato a metà, e sei diventato – dopo le picche e i cannoni – la figura filosoficamente mostruosa del mezzo sovrano e mezzo suddito.

Non sei intero. Sei “mezzo”.

Se vuoi cominciare a capire come far valere la tua sovranità, clicca su quest’immagine e leggi!