RISULTATI PRATICI

UNA VITA SERENA

Forse è proprio il nostro destino ritornare vita_serenaad essere tribù. Forse il passato, in qualche modo, ritorna sempre, sia pure sotto nuove forme. E infatti, se vi ritorneremo, stavolta sarà di potenza, armati cioè di tutto quello che migliaia d’anni fa non potevamo assolutamente esprimere: il pensiero razionale, il controllo della materia, il dominio della forza…

Forse.

Forse la proprietà privata, che ha realizzato la disuguaglianza, e quindi il dominio dell’uomo sull’uomo, ha però permesso la progressiva conquista del mondo, e quindi l’inarrestabile unificazione dei territori, delle lingue, del pensiero… Così, quando a forza d’accumularsi è diventata capitalismo, di colpo ha abbattuto tutte le distanze, e reso la terra niente più che una semplice casa.

Forse.

Forse (in realtà) l’AVERE sta all’interno dell’ESSERE, quindi dentro scatole cinesi infinitamente più vaste. Forse. In ogni caso, eccoci alla domanda che introduce questa pagina dedicata alla ‘praticità’: «Perché non proviamo, prendendo spunti un po’ qua e un po’ là, a riassumere i vantaggi connessi a un Erario di sovrana proprietà proprio per riflettere sulla possibilità di una perfetta copertura tribale?». L’alleggerimento del sistema, infatti, potrebbe tradursi non solo in un gigantesco aumento del controllo, ma anche in una esplosione senza pari dell’efficienza, così da lasciare all’attenzione vasti spazi verso tutto ciò che è UMANO e ANIMALE.

Potrebbe! Potrebbe tradursi. Così come potrebbe tradursi invece – attenzione bene – in uno spaventoso inferno per tutti, e in tempi rapidissimi. Eh sì! I risultati pratici possono manifestarsi tanto in un senso quanto nell’altro. Ogni costruzione artificiale, caricata di pesi e di forza perché possa dare, se non è stato calcolato tutto, invece toglie. In altre parole: se nel Doppio Controllo Elettorale, ben celati al partito e alla massa, si nascondessero degli errori concettuali, l’inferno sarebbe garantito.

La forza, e non soltanto il numero, è la caratteristica del nostro mondo moderno. E la forza, che da una parte moltiplica, se non è accuratamente accompagnata, suddivisa, riunita, prevista, calcolata, integrata, dall’altra uccide a gran velocità, eliminando quel che è stato moltiplicato! La regola – in essenza – è che più si è potenti e numerosi, e più velocemente si può morire in tanti. Non sempre, poi, i servomeccanismi di protezione e di compensazione – come quelli qua e là immaginati – permettono di salvare capra e cavoli. Questi, infatti, funzionano bene solo se sono stati pensati tutti, e predisposti, collaudati, corretti, sistemati! Se non ci sono – ma dovevano esserci, o esser almeno stati simulati – non è detto che ci sia il tempo di correre ai ripari.

Ecco perché Popolo Sovrano vuole milioni di iscritti! Li vuole perché il Doppio Controllo Elettorale ha assolutamente bisogno di tecnici, di esperti, di scienziati dell’economia e del diritto, di gente abituata a vedere le cose da grande altezza. Forse (chissà) sarà possibile passare da un sistema all’altro lentamente, un passo alla volta, con prudenza, seguendo una certa direzione… Forse. Ma più probabilmente no! Non si può!! Non è possibile! No, perché un treno è un treno, e un aereo è un aereo; così, appena si staccano le ruote dal suolo – fosse anche d’un solo centimetro – le regole cambiano di colpo.

Tutto dovrà già essere stato accuratamente calcolato, previsto, simulato, compensato, e predisposto! E anche in quel caso, attenzione bene, resterà sempre e comunque qualcosa da fare per compensare davvero e proteggere meglio. È falso, ad esempio, che la soluzione della bicicletta sia stata la catena, perché i pedali erano costretti a girare con la ruota posteriore. La soluzione vera, diciamo ‘definitiva’, è arrivata col meccanismo che consente ai pedali di restare fermi mentre la ruota gira. Chiaro che il fastidio di dover continuare a pedalare era già un milione di volte meno grave di dover salire su una bicicletta alta due metri! Chiaro! Ma allora è chiaro anche che il fatto che il potere sia, per sua stessa natura, omicida, non è affatto una brutta notizia se la via – pur stretta – può essere studiata e trovata. Ma… se va studiata… allora il Doppio Controllo Elettorale, che di potere ne ha a montagne, ha un disperato bisogno di gente preparata, in gamba, e sveglia, che per istinto o cultura abbia la percezione chiara delle cose complesse! Gente che possa intuire in un istante quel che altri non immaginerebbero in cent’anni. Se la massa – detto in poche parole – chiederà insistentemente di poter volare, cioè il numero degli iscritti a Popolo Sovrano continuerà a crescere e negli altri partiti le basi premeranno con forza crescente affinché la visibilità della potenza sia inserita tra gli obiettivi generali, ecco che la gente preparata, sveglia, in gamba, arriverà per forza. Ovvio, no?! Se le masse si precipitano a vedere l’aeroplanino in aria, e i giornali sbattono le foto in prima pagina, e nessuno in città parla d’altro, allora gli ingegneri delle ferriere, che da trent’anni sanno benissimo che si può volare (è fisica applicata, la forza motrice non è più un problema, ma dobbiamo costruire fabbriche e ferrovie), dopo essersi guardati un attimo in faccia, cominciano a studiare la cosa. E quando entra in gioco questa gente, e i capitali immensi d’esperienza diretta e di cultura sui libri, cambia tutto. Non ci sono più i giocattoli di legno per fare delle demostrazioni! Arrivano gli aerei veri e propri!! In attimo!

I fratelli Wright si erano timidamente staccati dal suolo nel 1903, che undici anni dopo gli aereoplani erano già in battaglia, con motori enormi e strutture alari capaci di resistere a pressioni spaventose. Sì! Ovvio! Erano intervenuti loro, quelli che non dovevano affatto andare in giro in bicicletta a vedere come avrebbe potuto funzionare un alettone sotto la spinta dell’aria, ma che avevano centinaia di operai, capannoni per esperimenti, sale e tecnici per i disegni, e soprattutto una competenza a trecentosessanta gradi in tutti i settori. Una competenza – attenzione bene – che per il Doppio Controllo Elettorale si tradurrebbe tanto in prudenza che in velocità. La gente competente, infatti, non solo sa quando bisogna stare entro certi prudenti limiti, ma sa anche quando invece si può e si deve correre! Gli Enti Unici, ad esempio, sono i pennelli per far disegnare la nazione al re; ma questi pennelli si possono ottenere in cinque anni (come crede Popolo Sovrano) come in cento. O forse mai! La situazione è tutta nuova, da costruire, ma la gente competente sa quando frenare e quando accelerare!

La cattiva notizia, quindi, non è affatto che il potere può uccidere. Se c’è la gente giusta, se la competenza illumina la strada, tutto fila in sicurezza. La cattiva notizia è invece il nulla! Questo sì che è un problema molto più grande delle montagne!

L’orrore – quello vero – sta nella sua completa assenza, nell’impotenza più totale! Proprio come avviene oggi nella politica, che sembra fatta da un algoritmo che ripete automaticamente parole vuote anno dopo anno e minuto dopo per minuto. Una politica fatta di niente, o da dei robot, o da degli attori, o da dei musicanti che, sentito il capobanda fischiettare un motivo, lo ripetono all’infinito facendo qualche variazione per segnarare d’esistere. Questa sì che è una cattiva notizia! Perché – casomai il disastro fosse nell’aria – col nulla non ci si farebbe soltanto il nulla!

Riflettiamo, dunque, riflettiamo pure. Riassumiamo e riflettiamo! Volare forse si può, e andrà fatto – ahimè – in sicurezza soltanto relativa, perché nell’universo non v’è mai niente di garantito. Andiamo pure a vedere, qui sotto, i numerosi VANTAGGI del Doppio Controllo Elettorale. Soppesiamoli con calma, sapendo che volare è bello, ma si può tranquillamente morire per un microscopico dettaglio trascurato. Riflettiamoci sopra con prudenza. Con serenità. Con attenzione. Ma – sia detto tra noi – anche con un po’ di solerzia, anche con un po’ di pressione, perché se c’è qualcosa che nell’universo non si ferma mai, questa è la morte, che è sempre in cassia. Un mondo dove il potere sulla materia e sull’uomo cresce in modi logaritmici, mentre i parlamenti si riempiono sempre più di gente che può solo far spettacolo perché, timbrato il cartellino, non sa più che fare, è un mondo che non ha un futuro rosa. Chi salirebbe su una nave dove le eliche girano sempre più veloci, ma il radar di bordo e la bussola sono rotti, dappertutto c’è nebbia fitta, in sala comando nessuno sa più che fare, però “stasera c’è la festa in costume”?

L’entusiamo di Popolo Sovrano nel presentare il progetto non deve quindi mai abbassare il grado di razionalità, ma neanche indurre a considerazioni ultra filosofiche e a possibilismi per rimandare le soluzioni di cent’anni. L’esperienza insegna che un’impresa può essere difficilissima, ma se si è in tanti, e decisi, e onesti, e chiari, e competenti, non ci sono problemi. In sintesi: se non si può fare, non si fa, e grazie per averci fermato! Ma se si può fare, allora va fatto, e alla svelta.

VANTAGGI

Per chi ha voglia di approfondire

Nell’invitare il lettore (ecco un consiglio veramente pratico) a non confondere mai tra loro i due mondi, immaginando così dei problemi ormai impossibili dentro il nuovo, e viceversa (a volte bisogna fare davvero dei grandi sforzi), passiamo ad analizzare quelli che sembrano essere i vantaggi del Doppio Controllo Elettorale. Senza molto ordine, per la verità, né metodo, come viene viene, ma proprio come stando in piazza, col gazebo alle spalle, a rispondere alle perplessità della gente. Chi vuole ragionare più degli altri, e riflettere, può qui farlo assieme al partito,

  • Sembra che sulla scena sia finalmente apparso il Padrone! O meglio: dato che non cambia assolutamente nulla, e la Costituzione è intatta, è come se le tre colossali figure che formano lo Stato – il POPOLO, la FORZA, la RAPPRESENTANZA – abbiano cambiato posizione. Per così dire… ruotato. Prima, l’elemento debole della situazione (il povero co-sovrano), quando alzava gli occhi vedeva incombere su di lui l’immensa RAPPRESENTANZA, e si sentiva schiacciato e annichilito. Adesso, invece, accanto a sé vede il colosso del POPOLO, e si sente rincuorato e aiutato. Cosa sarebbe cambiato, a ben vedere? Niente! Assolutamente niente. Eppure… Anche la FORZA sembra essersi in qualche modo mutata! Prima il colosso era come puntato su di lui, e, sia pure stando molto lontano, e alle spalle della RAPPRESENTANZA, lo guardava quasi in faccia, e sembrava come tenerlo d’occhio. Ora invece sta un po’ di spalle, sempre abbastanza lontano, ma sembra guardare la RAPPRESENTANZA, come mirando a lei. Strano, vero? Non cambia niente, eppure… eppure è cambiato tutto! O forse… Forse non è affatto strano?! Forse è la stessa prospettiva dei re, uguale identica, che usavano i loro armati per controllare i ministri, gli ambasciatori, i cortigiani, i servi minori eccetera? Ed è la stessa dei cittadini di Atene, che in ogni momento potevano far dimettere o arrestare qualsiasi incaricato? «Capitano! Prenda con sé alcuni uomini e provveda ad arrestare Monsieur Fouquet. Siate veloci e discreti. Lo condurrete nelle carceri di XXXXXXXX. Poi, attenderete altri ordini». «Dobbiamo arrestare il Ministro delle Finanze, Maestà?». «Sì, partite ora, se possibile». «Quando lo preleviamo dobbiamo formulargli delle accuse?». «Nessuna, capitano, nessuna. Ma mi raccomando, D’Artagnan! La massima discrezione!». «Sarà fatto esattamente come Sua Maestà comanda. Partiamo subito!». Certo, non siamo affatto a questi livelli! La democrazia stempera sempre il fuoco del padrone, ne frena sempre la sua impulsività, il suo irrazionale, lasciando molto posto alla logica, ai diritti, alle esigenze della giustizia… Però… però c’è come un’aria diversa, più frizzante. La RAPPRESENTANZA, ad ogni legislatura, sarà attesa al varco su questioni molto precise e concrete, e un solo centesimo mancante dalla cassa senza una valida giustificazione potrebbe scatenare l’uragano. Anche le Amministrazioni locali saranno sempre sotto l’occhio vigile del padrone! Un geometra, ad esempio, apre il suo Conto Corrente Sovrano, entra nei conti delle Amministrazioni pubbliche (è il sovrano, il padrone di tutto, guarda tutto quello che gli pare) e controlla a il costo di certi lavori che ha fatto il suo Comune. Ci pensa su un po’, controlla e ricontrolla, e poi si decide: mette la spunta. Nello stesso identico istante, le Forze dell’Ordine (cioè i suoi uomini, gli uomini del re, gli uomini del padrone) vedono la spunta rossa e guardano. Non si muovono, certo, alla Forza. per muoversi, servono allarmi veri o denunce firmate. Ma è come se il re avesso corrugato la fronte guardando severamente un certo cortigiano: entrano in preallarme. Oppure, per fare un altro esempio, è come se un pastore fissasse attentamente il suo cane e poi girasse la testa con intenzione verso l’angolo più buio del bosco, lentamente, continuando però a gettargli rapide occhiate. L’animale si mette in allarme. Nessuno si si muoverà, ma sono pronti. Basta infatti che altri due geometri mettano la spunta, e poi magari pure un architetto, che la quelli cominciano ad indagare. Non ci sono denuncie, nessuno ha protestato, non ci sono litigi nella sala del Consiglio, ma il sindaco, che ha tutto il diritto di essere un analfabeta, è felice di essere aiutato dagli altri confratelli, e le Forze dell’Ordine, che sanno tutto, che vedono ogni movimento bancario, sia pure con discrezione, indagano. Nessuno sa chi ha messo le spunte, ma le Forze dell’Ordine sì. E se a farlo è stato un dipendente del Comune stesso, allora scattano.
  • Si parla di finalmente di progettualità, e non sempre di caos, caos, e solo caos! Perché il caos esiste, a ben vedere, solo quando il padrone non c’è. Ma adesso, invece, sembra esserci, e quindi… Quindi, ecco che si comincia a parlare di progettualità di sistema, cioè della progettualità grande, imponente, risolutiva, quella progettualità che prospetta sempre dei rischi (che i politici, stipendiati in lotta tra loro, non vogliono correre), e anche degli svantaggi d’immagine (perché i problemi iniziali daranno ai propositori dei guai, mentre le soddisfazioni future se le prenderanno i nemici, che, vinto screditando, dicono al popolo che tutto ha avuto successo proprio perchè sono intervenuti loro a ‘correggere’). Quella progettualità, cioè, che a livello parlamentare esiste soltanto nei periodi post bellici, quando non c’è proprio più niente che funziona e bisogna fare qualcosa per forza. E nel farlo, non si corrono rischi neppure d’immagine. Quella progettualità che poi, insomma, evitata per lunghissimi periodi, alla fine porta ad affrontare i problemi solo quando sono troppo grandi per essere nascosti; problemi che non vengono mai risolti alla radice, ma solo tamponati.
  • Scompare l’apparato fiscale, e quindi per la gente dovrebbe prodursi un relax di fondo assolutamente ineguagliabile. Diciamo… regale. Inutile protestare e aggrapparsi a fumosi ricordi! In tutto il sistema non ci sono più tasse, nemmeno una!! Quando si va ad acquistare un’auto, il prezzo da pagare o il leasing da concordere non sono una tassazione, o un’imposizione, ma il banale ‘dovuto’ del cliente. Così, non è affatto una tassa il fatto che lo Stato vada pagato per i suoi Servizi (vedi “Percentuale Erariale“), ma il banale ‘dovuto’ che il cliente (attenzione! Non il co-sovrano, ma il cliente, un soggetto senza fisionomia nazionale, che potrebbe consistere in stranieri di passaggio, o in ordini anonimi arrivati elettronicamente…) deve a quell’Ente che gli garantisce un’enormità di prodotti e servizi per far durare l’auto. Chi infatti garantisce all’acquirente che troverà poi le strade senza le buche, i ponti che non crollano, i carburanti non contraffatti, le segnaletiche in ordine, le assicurazioni che non rubano, i pezzi di ricambio originali, e centomila altre cose assolutamente indispensabili? Il concessionario, forse? No di certo, lui fornisce l’auto e del resto non risponde. È lo Stato a fare tutto! E quindi va pagato. Sarebbe una tassa (allora sì, certamente!!) se invece d’esser pagato fino ad una predeterminata cifra (proprio come per l’auto), lo Stato venisse pagato ad libitum; cioè, continuasse ad incassare sempre e comunque. Allora sì che sarebbe una tassa! Una vera tassa! Invece, appena ha incassato l’ultimo centesimo assegnatogli dai co-sovrani (e dalla politica, perché si tratterà quasi sempre d’una media), le macchine erariali si bloccano. Non un centesimo di più. Proprio come avviene al concessionario, che quando è stato saldato, non può più pretendere niente. Nemmeno un centesimo. Così come non sono delle tassazioni nemmeno i prelievi sui conti correnti nazionali per i vari tipi di welfare (vedi Welfare Diretto), effettuati col metodo della Percentuale Residua. Perché? Perché non sono ordini, ma semplici inviti. Proprio come se il re, a Versailles, osservato il povero Conte di Montparnasse, sempre male in arnese, se ne uscisse dicendo al ricco Barone lì vicino di dargli un po’ d’oro. Sarebbe un ordine, quello? No, perché il Barone può rispondere: «Lo farei volentieri, Maestà, ma stamattina, uscendo, ho dimenticato la borsa delle monete». I moschettieri non gli punteranno certo contro le pistole, non gli si faranno attorno con la mano sulla spada; al massimo – fosse nota una certa baronale ritrosia ala generosità – faranno un sorrisino d’intesa. Certo, risulta tecnicamente difficile sottrarsi all’invito! Però, fino a prova contraria, un invito è solo un invito, anche se è quello del re. Non è forse vero che i co-sovrani affidano al Parlamento le questioni eticamente più importanti, dicendogli : «Pensaci tu, e poi ordina in nostro nome, proprio ‘come’ se tu fossi noi»? Certo che è così! Però è vero: tecnicamente non è facile. Un co-sovrano può mettere i suoi soldi all’estero, oppure comprare delle azioni, però… Però il Parlamento è libero d’imporre delle Gabelle sul denaro in entrata, e se poi tutti facessero così (fossero cioè solo brutti confratelli), ci si potrebbe anche perdere. Sì, tecnicamente non è facile; però non era facile nemmeno per il ricco Barone rispondere a sua Maestà: «Perché non glieli dà Lei, mio caro? Io, i miei soldi, preferisco spendermeli per me!».
  • La politica dovrebbe in qualche modo diventare più stabile. Quasi tutti i governi cadono infatti per questioni economiche, di denaro, di scarsa occupazione a fronte degli immensi debiti. Oggi non cadono con facilità, nonostante i titanici problemi, solo perché si sta formando nel Palazzo il “partito unico”, cioè lo spettacolo di corte, il mondo dei cortigiani che – inutili, senza la più pallida idea di come venirne fuori – si stringono fra loro come pecorelle, e pur continuando a lanciarsi slogan. recitano attentamente la parte ordinata da colui che appare più forte e sicuro (di solito, uno che vien da fuori). Ma nelle condizioni normali, a parte qualche scandalo per le solite malversazioni, i governi sono sempre caduti sul denaro. Ecco quindi che, una volta tolto di mezzo questo fattore, il lavoro parlamentare dovrebbe finalmente raffinarsi e diventare più attento alle questioni astratte. Quindi meno incerto e ballerino, anche perché i temi da trattare, lontani dal denaro, richiedono per forza tempi lunghissimi. Oggi, in vero, qualsiasi Parlamento produce mille idee al giorno, ma non un solo principio vero, astratto, in un intero anno. La nave fa acqua da tutte le parti, minaccia d’affondare, bisogna trovare subito un cantiere o un porto, ma la bussola è rotta, il carburante è poco, i motori vanno accesi solo per dare corrente e scaldare l’aqua delle docce, e la sala comando inventa dieci nuove attività al giorno perché fra vedere che lavora. Si affonda, ma lavorando, ben occupati, una commissione via l’altra.
  • Il cosiddetto complottismo dovrebbe in buona parte scomparire, perché il nuovo soggetto agente – finalmente – è il popolo. È ormai quella l’entità a cui rivolgersi direttamente per idee e progetti. Oggi le persone che vedono avanti, cioè che per mestiere o per istinto percepiscono le radici del futuro, vengono facilmente tacciate di complottismo. Un dialogo tra sordi, o meglio, tra gente che vede benissimo, ma in opposte direzioni: chi in basso, al terreno, e chi in alto, alla chioma. Il problema, però, è che la realtà non è mai semplice per nessuno. Contano infatti sempre le intezioni, non la forma. Un capopopolo, ad esempio, non è per principio buono o cattivo. Essere capipopolo è un istinto, un modo di rapportarsi alla folla, quel certo dominarla direttamente con la parola e i sentimenti. Idem per il demagogo, che utilizza per calcolo o per istinto il gioco di specchi perché conscio della debolezza logica delle masse. Si può quindi indifferentemente essere ottimi capipopolo e ottimi demagoghi (perché si vuole – sia pure istrionicamente o strategicamente – il bene della gente), come, al contrario, essere cattivi capopopoli e cattivi demagoghi (perché si vuole approfittarne). Contano insomma le intenzioni, non la forma! Poi si potrà discutere sul fatto che un capopopolo, velocissimo nella parola e mai in trappola, difficilmente potrà essere un uomo di pensiero. E che un demagogo, anche se buono e bravo, non è mai il massimo per il popolo, perché si muove da furbo. Tutto si potrà dire, ma resta ovvio che attaccare brutalmente certe persone, le cui intenzioni sono ottime (lo sono sempre state, potrebbero anche esserlo in futuro), si fa difficile. A volte, troppo difficile! Anche per dei super analisti che tutto sanno e tutto capiscono. Così il gregge, che doveva lasciare i pascoli infetti, finisce poi nella palude, perché soltanto metà delle cose da fare era buona. E allora, di chi sarà la colpa? Chi doveva urlare e sbraitare? Le forze non sono mai del tutto meccaniche, in quanto coscienti, e questo crea un’atroce indeterminazione di fondo. Inoltre, gli attacchi brutali rischiano di immobilizzare il gregge nei pascoli infetti, mentre la palude è soltanto una delle possibilità. Resta cioè sempre la speranza! Però – ovviamente – si tratta di situazioni complessivamente folli, dove la competenza complottista a volte viene tenuta nel cassetto proprio “per il bene di tutti”. Il Doppio Controllo Elettorale, elevando il popolo a ‘re’, dovrebbe semplificare il sistema di milioni di volte, e quindi i giochi di sponda dovrebbero quasi azzerarsi. È ovvio (in ogni caso e comunque!) che qualora i co-sovrani avessero finalmente il potere di disegnare la nazione, i cosiddetti poteri forti userebbero tutti i mezzi per manipolarlo e convincerlo, ma questo è più che normale. Anzi, più che lecito! Anche attorno ai re c’è sempre stato – e c’è tuttora – un giro di pressioni per interposta persona, persino attraverso ricevimenti, balli e feste. Però, se alla fine di tutto l’ambaradan, il re deve disegnare per davvero, cioè deve assegnare pesanti budget, dei soldi, dell’oro, tutte le chiacchiere fatte intenzionalmente o per caso, e tutte le pressioni fatte con feste e balli, svaniscono in un attimo come fumo nell’aria se la musica sembra stonare. «Caro Marchese, ho sentito da più parti che per la Corona sarebbe assai vantaggioso affidare la riscossione delle tasse alla banca più importante. Lei cosa ne pensa, amico mio?». «Sì, l’ho sentito dire, se ne parla da anni; ma… Se permettete, Vostra Maestà, si tratta di persone molto furbe, e dagli intenti piuttosto avidi, assolutamente non interessati all’ordine nazionale e alla Corona. Fossi Sua Maestà, me ne guarderei bene dall’appoggiarmi alla Banque YYYYYYY, perché i loro padroni diventeranno sicuramente molto ricchi, mentre alla Corona arriverano – se non le briciole – quel poco che proprio non si può fare a meno di darle». «Davvero Marchese? Tecnicamente non mi parrebbe possibile». «Oh, Maestà, le tecniche non sono un problema per loro. Comunque sono assolutamente sicuro! Non ho il minimo dubbio». In un attimo, tutto quel lavoro suadente e avvolgente può scomparire e trasformarsi in rabbia e sospetto. O ridimensionarsi fortemente. Idem per i co-sovrani, che per l’intera legislatura potranno essere benissimo lisciati e accarezzati da tutti i media venduti e prezzolati, ma a cui potrebbe bastare una mezza frase, in sede elettorale, per generare sospetti e mettere in allarme. Davanti ai soldi, insomma, i discorsi si fanno molto concreti, la prudenza cresce di mille volte, e quindi quelli che vogliono davvero il bene del popolo, o fare affari virtuosi per tutti, prima o poi dovranno rivolgersi direttamente alla gente, nel modo più schietto e umile possibile; spiegando bene i propri intenti, e soprattutto quello che andranno a guadagnare. Oggi, le persone potenti che vogliono il bene del mondo (spesso non molto dotate di pensiero), sono sempre costrette ad agire di sponda, di lato, lavorandosi continuamente i politici, perché è inutile rivolgersi al popolo. Un giorno, nel chiarissimo e semplicissimo mondo del Doppio Controllo Elettorale, dovranno partare in modi molto schietti, e saranno finalmente accettati o bocciati. Sapranno cioè se quello che vogliono fare ha davvero un senso. Finché si lavoreranno i politici non sapranno mai nulla, perché quelli – se accarezzati – si piegano dolcemente e sorridono.
  • Si apre la possibilità, per i parlamenti non più devastati dalle preoccupazione per la moneta, di cominciare ad occuparsi veramente delle questioni etiche. Questioni che, per la loro natura astratta (prima che pratica) richiedono anni d’analisi e anni per trovare quei principi di fondo che – soli – potranno portare alle concrete soluzioni. Prendiamo ad esempio la questione animale. Oggi un qualsiasi parlamento vi dedicherebbe lo spazio d’una commissione parlamentare. Non è sbagliato, certo, e ci sarebbe qualche risultato almeno tra le situazioni più eclatanti. Ma la verità è che la vita degli animali è talmente intrecciata alla nostra, e in modi così diversi, che solo attraverso uno studio attentissimo di milioni (!) di situazioni si può arrivare ad un’analisi degna di questo nome; e, successivamente, solo attraverso dei principi chiarissimi, a tutti evidenti – cioè assolutamente logici – diventa possibile scoprire le migliaia di soluzioni pratiche. Chi farà questo smisurato lavoro? Chi? Forse un parlamento che trema per lo spread e corre a tamponare i debiti dei Comuni? No di certo! Va fatto da un parlamento che – nessun deputato o senatore escluso – per almeno una legislatura si occupa dell’analisi, e per un’altra legislatura si occupa dei principi di fondo e quindi soluzioni. È una faccenda colossale! Titanica! A perfetta misura, però, di un parlamento. Chi altri, infatti, potrebbe risolverla?
  • Proprio la scomparsa del denaro dalle quotidiane preoccupazioni, e l’emergere per conseguenza di grandi spazi per l’Etica, sembrano (sembrano, siamo sempre nel campo delle ipotesi) indicare anche la possibilità d’una maggiore definibilità dello stesso lavoro politico. Oggi, infatti, tutti vorrebbero candidarsi alle elezioni – soprattutto politiche – in quanto ritengono sufficienti i lori “precisi punti di vista” (che spesso non vanno oltre l’essere amici di questi e nemici di quelli); ma la verità, comunque, è quella che, una volta confusi e diffusi sulle sedie, il loro valore non è più rilevabile. Siccome obbediscono ai dicktat dei capi partito, votandocome richiesto e non creando disturbi, finiscono con il non apparire mai in controluce, e nessuno sa chi siano e cosa pensino. Questa gente, di nessun valore, contribuisce anche a far fuggire dai parlamenti proprio gli elementi che invece sarebbero al loro esatto posto. Chi vede le cose dall’alto, infatti, è acutamente consapevole delle tremende difficoltà connesse agli intricatissimi problemi, e già in partenza ne è schiacciato. L’idea di ritrovarsi poi, un giorno, in mezzo a gente abituata a chiacchierare, che lancia con entusiasmo la propria candidatura alle Camere perché non ha nessuna idea di dove stia andando (e che poi diventerà una sola cosa con la sedia), si deprime ulteriormente, e non tenta alcuna carriera politica. I parlamenti diventano così il deserto dei Tartari. Invece, un parlamento che ha ad esempio avviato profonde indagini sul mondo animale, o sul mondo delle malattie rare, o sul mondo di chi ha in casa dei malati, eccetera, è un parlamento che attira le persone veramente interessate a quel tipo di problemi. Non cioè “interessate a tutto”, ma a quello. In una nazione, poi, ci sono sempre delle figure molto note in un campo o nell’altro, figure che facilmente potrebbero essere votate ed elette. Persino l’aspetto economico, quello dei soldi, potrebbe attirare solo un certo tipo di persone. Un sistema ordinato e tranquillo, infatti, che si occupa in pratica soltanto delle infrastrutture, non per questo è immortale. Occorre quindi gente che non ha “studiato economia” e poi si siede sulla poltrona sereno e soddisfatto, ma gente sveglia, dotata di quella fine percezione a cui basta un leggero scricchiolio per capire esattamente quel che sta succedendo.
  • Scompare la vergogna di fondo di essere capaci di controllare gli elettroni, ma allo stesso tempo di ignorae se il vicino di casa abbia i soldi per pagare il cibo ai figli. Questa è davvero una grande vergogna! È sotterranea, nascosta, viene continuamente rimossa, nessuno ne parla mai, ma c’è! Eccome se c’è! È una vergogna che striscia in modi pesanti soltanto nel mondo dei maschi adulti, perché il mondo, così spaventosamente potente, non può accettare di non essere in grado di proteggere in modi perfetti le creature che ne dipendono. Il mondo dei maschi adulti è il mondo del potere, è il mondo chi tutto può e tutto sa, il mondo di chi ha reti sonar per scandagliare oceani e reti radar verso i cieli, il mondo chi ha macchine tremende che calcolano l’impossibile in tempi impossibili, il mondo di coloro che spostano un elettrone di un milionesimo di millimetro comandando l’atto da un continente all’altro. Lo scudo che i maschi adulti rappresentano, per fornire un’immagine facile, è per così dire buco. Per carità! È fatto di acciaio ultra temprato, in grado di resistere a pressioni spaventose, fa bene il suo lavoro, però ci sono dei fori. Protegge cioè bene qui, ma non . In certi punti è aperto! È come se non ci fosse! È come se lo sterminato potere sviluppato dai maschi adulti sulla terra potesse essere in qualche modo dileggiato e schernito: «Sì, è vero, potete cancellare la terra in una mattina, e controllate la forza da un estremo all’altro del pianeta, però non sapete se le vostre donne hanno mangiato. Volete dirci chi siete, esattamente?». Col Doppio Controllo Elettorale, l’acciaio della logica livellerà ogni spessore, e i fori si chiuderanno all’istante. Nessuna magia, ovviamente, niente di nuovo sotto il sole. I maschi danno, i maschi tolgono. Ma nel dare, la perfezione sarà finalmente assoluta. Non ci saranno più aree dimenticate, perché il sistema sarà blindato a 360 gradi sferici.
  • Il Doppio Controllo Elettorale sembra in qualche modo andare incontro anche a tutte le esigenze espresse dai filosofi, compresi quelli della disobbedienza civile di secoli fa, nel senso che, se la tecnica non collide, per molti versi però l’accompagna. Persino quelli che oggi indicano una “quarta via” come soluzione agli odierni problemi planetari sembrano in linea con l’aumento di potere dell’elettore. Dappertutto si cerca infatti l’attore, cioè il nuovo soggetto agente, l’uomo nuovo… Ebbene, chi potrebbe mai essere questo nuovo? Se la massa è per definizione una bestia, perché a differenza del singolo individuo si nutre di emozioni e non è in grado di sviluppare un’attenzione continua, chi potrà mai essere il soggetto agente così tanto auspicato? Forse bisognerà rendere più consapevoli tutti i popoli di tutte le trame finanziarie nel mondo? Forse bisognerà aspettare che la gente faccia quel salto spirituale che i mistici giurano possibile dall’ingresso nell’era dell’Acquario? Forse! Forse! Il Doppio Controllo Elettorale, però, in modi non così nobili, non così astratti, non così spirituali, sembra rispondere al tremendo quesito con soluzioni terra terra, quasi aziendali, trasformando l’elettore (la storica nullità) in “padrone finanziatore”, quindi in qualcuno che non guarda più tanto alle facce e a chi vince nei battibecchi, ma al sodo. E che, proprio perché ci sono di mezzo i soldi, cioè i futuri Servizi, è pure molto attento. Certo, la Quarta Via è anche il non avere più il dollaro come unico centro del mondo. Ma se ci chiediamo: «Interessa davvero agli americani proteggere la loro moneta?», ecco che non sappiamo più cosa rispondere se li immaginiamo mentre affidano (in qualità di co-sovrani padroni della Federazione) dei precisi budget per dei precisi lavori.
  • È vero che la spesa pubblica prefissata crea un relax totale nell’anima dei co-sovrani; ma non dobbiamo dimenticare che questo relax si appoggia sul fatto meraviglioso che il Parlamento resta comunque liberissimo di fare tutto quello che vuole. È questo a creare la grande serenità di fondo! È il sapere che la conduzione è intelligente, perché i padroni dicono chiaramente quel che vogliono, ma il Parlamento, più vicino alle situazioni, è sempre in grado di variare come meglio crede i propri interventi. Inoltre, grazie al Doppio Controllo Elettorale, il parlamento si ritrova con due soli modi per avere i soldi necessari: o attraverso il Prodotto (Percentuale Erariale) o attraverso i conti correnti (Percentuale Residua). E dato che i due sistemi sono radicalmente diversi, perché uno rientra nel campo del diritto («Io sono il re, e voglio essere pagato») e l’altro invece in quello dell’umanità, nella disponibilità ad aiutare, la gente sa sempre costa facendo il suo parlamento anche se deroga dai budget. Non ci sono più, cioè, i soldi “confusi”, che spuntano da mille fonti diverse o che provengono dal nulla. O il diritto, o l’aiuto.
  • Le monarchie  parlamentari non dovrebbero essere minimamente danneggiate dal Doppio Controllo Elettorale. Anzi, ne potrebbero venire rafforzate se i co-sovrani avessero la volontà d’assegnare alla casa reale un budget speciale da “primus inter pares” (carta bianca, ovviamente, per tutto quello che non trova mai spazio nei canali ufficiali). Una buona notizia per le molte persone affezionatissime alle loro case regnanti? Certamente! Re e regine rappresentano degli archetipi potenti, abissali, che non possono essere elusi dalla solita superbia ateniese. È facile affezionarsi. Sono archetipi che risulteranno ancora vivi e vegeti quando tutte le democrazie della galassia saranno già polvere da un pezzo.  Detto in altre parole, quindi, i pedali dei Parametri di Sicurezza e Progettuali non implicano affatto che i re debbano scendere da cavallo per perdersi  poi nell’anominato del gruppo, ma la possibilità di pedare tutti assieme (siamo uguali, niente cavalli) ma col re sempre e comunque davanti a tutti. A pensarci bene, poi, avere un confratello molto esperto, di famiglia un po’ speciale (con esperienze magari secolari), potrebbe essere davvero molto utile pensando che i budget dovrebbero permettere pure ai re di sperimentare uel curioso e felice ruotare di figure. Un re, infatti, è soltanto un uomo, e infinite volte, nella storia, i sovrani si sono ritrovati DA SOLI a fronteggiare dei parlamenti avidi di denaro e vogliosi di far affari a tutti i costi. Se vicino a sé, finalmente, il re vede l’immenso colosso del POPOLO anziché quello servile e spesso odioso della RAPPRESENTANZA, è molto probabile che un suo annuale giudizio sull’operato del Parlamento sarebbe proprio da auguarsi.
    Le monarchie assolute, invece (che già decidono autonomamente tutti i budget) potrebbero cominciare a presentare i conti al popolo sullo stile dei Parametri di Sicurezza e di Progettualità, per farli familiarizzare. Non si sa mai, infatti, come possono evolversi le situazioni.
  • Gli stipendi dovrebbero alzarsi. Usiamo il condizionale, però sappiamo che in ogni nazione ci sono sempre molte persone poco ricattabili, che hanno ad esempio la casa di proprietà, quindi non pagano l’affitto, poi vivono magari in zone calde, oppure sul tetto hanno i pannelli fotovoltaici e i sistemi per l’acqua calda, in casa la stufa a legna, anche un bell’orto per la roba fresca, qualche gallina per le uova, due alberi da frutto, insomma, persone che, grazie ai continui flussi erariali di denaro, potrebbero diventare davvero del tutto autosufficienti. Senza contare poi gli agricoltori, che di fatto lo sono per principio. Così, una fetta sempre più grande di persone non facilmente sfruttabili dovrebbe implicare per le restanti una più forte capacità contrattuale. È vero che nell’ambiente del Doppio Controllo Elettorale gli stipendi sono percepiti integralmente, però dovrebbero innalzarsi comunque e in ogni caso, sia perché anche il tempo libero sta diventando una merce molto preziosa, sia perché offrire un lavoro alla gente potrebbe diventare un po’ come offire uno stipendio a degli azionisti. Si può fare, certamente, uno stipendio è sempre uno stipendio, ma solo per il lusso, però, non per la sopravvivenza. Il condizionale resta comunque d’obbligo.
  • Scompaiono i bilanci pubblici, e quindi un bel alleggerimento per i Dipartimenti pubblici, sgravati dai soliti assurdi riti, ma anche per i co-sovrani che li hanno finanziati, perché i risparmi sono innegabili: a fine anno, non ci sono più i costi dei revisori contabili, e sono scomparsi anche quelli degli organi di organi di vigilanza amministrativa come la Corte dei Conti e dei vari tribunali fiscali. Scompaiono pure tutti gli appalti statali, regionali, e comunali, perché gli Enti Unici fanno, vedono e programmano. Insomma, i vantaggi economici e organizzativi sono così tanti che viene il sospetto che il difetto – da qualche parte – dovrà pur esserci. Toccherà agli iscritti di Popolo Sovrano trovarli e, possibilmente, neutralizzarli.
  • Dulcis in fundo (ammesso che esista un fondo), dovrebbe scomparire tutto quell’immondo e fantasioso pollaio di giustifiche – e quindi di nomi, di espressioni, di lemmi, e di definizioni – per poter assegnare delle risorse a questi e non a quelli. Siccome il termine ‘cittadino’ non vuol dire niente, alla fine tutto si trasforma in un continuo distinguo di compensazioni e di riformulazioni per integrare dei fatti concreti con delle parole che per principio non hanno valore. ‘Sovrano’, invece, o ‘co-sovrano’, vuol dire padrone.
Qui sotto, un’immagine che evoca la perfetta tranquillità del co-sovrano che tutto controlla grazie al Doppio Controllo Elettorale. Un uomo felice, sereno, un vero padrone. Se tutto è stato studiato bene, però, e realizzato meglio. 

massimo_relax