RISULTATI ECONOMICI

UNA VITA RICCA

Nella seconda metà del XX secolo le masse sono uscite vita_riccadalla miseria grazie a un corposo ampliamento degli investimenti pubblici ed un continuo intervenire dello Stato a “sostegno dell’economia”.

Con l’Amministrazione pubblica mantenuta a budget (come proposto da Popolo Sovrano), e una spesa dunque prefissata, viene per forza naturale farsi qualche domanda.

Sappiamo che i parlamenti – con il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE – saranno sempre liberi di fare tutto quel che vogliono. Certamente! Ma sappiamo anche che ogni deviazione dai budget (come già detto) sarà percepita dai sovrani come incompetenza politica. E quindi?

E quindi, eccoci alla domanda:

«Potrà il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE avere degli effetti negativi sull’economia?».

Sappiamo che la domanda globale (il motore di tutto) è la somma di quella familiare, imprenditoriale e pubblica. Così, pensando anche al quarto fattore, cioè alla bilancia dei pagamenti, con un po’ di ansia ci domandiamo:

«Non sarà che i budget scelti elettoralmente finiranno col bloccare la domanda globale? In particolare, quella pubblica? Anzi, soprattutto quella?!».

DOMANDA FAMILIARE, IMPRENDITORIALE, E “BILANCIA DEI PAGAMENTI”

Cominciamo a osservare cosa dovrebbe succedere nella domanda NON pubblica.

DOMANDA FAMILIARE – Con imposte zero e buste paga integrali, più le Gabelle di Ritorno in arrivo ogni notte (assieme alla Rendita Sovrana, se lo Stato è già saldato), le famiglie dovrebbero essere più ricche, e quindi – grazie pure al welfare basato sui bisogni e non sulla “carta” – pronte a spendere con la massima fiducia nel futuro. La domanda familiare dovrebbe quindi ritrovarsi rinforzata e con pochissima propensione al risparmio.

DOMANDA IMPRENDITORIALE – Dato che non ci sono più tasse su persone e imprese, e la gente dispone di molto più denaro, questa domanda dovrebbe mantenersi piuttosto alta. Lo Stato potrà comunque sostenerla agendo sui tassi di sconto, ma c’è da chiedersi se vi sarà davvero bisogno di questi mezzi.

BILANCIA DEI PAGAMENTI (Import/Export) – Qui ci sono delle perplessità, dato che il partito, attualmente privo di economisti, oscilla tra il “paradiso keynesiamo” (centro perfetto) e l’handicap strutturale da disastro totale. Le imprese, infatti, dovendo spedire le loro merci all’estero, sono gravate dal Diritto Sovrano perché le aziende straniere, per le macchine contabili, sono “0” Partita Erariale (cioè, sono proprio come i privati). Questo, mentre le importazioni – al contrario – non sono mai gravate da niente, perché il denaro transita “da 0 a 0”, o “da 1 a 0” (se l’acquisto è effettuato da un’azienda italiana). Sarà un peso insopportabile tutto questo? Prima di fasciarsi la testa c’è da considerare che i prezzi delle merci realizzate in completa assenza del fisco dovrebbero essere molto bassi, e quindi non dovrebbe esserci alcun vero svantaggio. Tuttavia, ci fosse, nulla impedisce al parlamento di imporre delle gabelle doganali, in pratica, Gabelle di Ritorno con ulteriore guadagno per i sovrani. In ogni caso, alla data di oggi, maggio 2024, manca l’opinione dell’economista.

DOMANDA PUBBLICA

Eccoci finalmente alla questione centrale:

«È forse in pericolo la domanda pubblica? Il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE darà dei problemi? Lo Stato si ritroverà senza un preziosissimo strumento?».

La spesa pubblica cambia, è vero, ma solo nel senso che il soggetto agente è diverso. Ora è il popolo stesso a determinarla. Viene decisa in un giorno (quello delle elezioni), ma poi va avanti per tutti gli anni della legislatura. E dunque? Che problemi dovrebbero esserci?

Non bisogna poi dimenticare che mentre un parlamento cura molto le soluzioni di facciata, un popolo, invece, non vuole mai inficiare il futuro dei propri figli. Difficile immaginare degli scarsi investimenti pubblici con uno Stato ormai libero dai titanici interessi e con il popolo che vuole il meglio per le generazioni future.

A “zero” dovrebbero invece per sempre andare, grazie al ripristino degli Enti Unici, lo smisurato numero di appalti pubblici, e quindi le infinite e costosissime carte, oltre ovviamente a quel tipo di spesa pubblica effettuata in ritardo, con fondi insufficienti, un po’ alla volta, con soluzioni tecniche superate, opportunistica, e costretta a sposare – di fatto, e in modi sempre più disgraziati – il sacro col profano.SFIDA ECONOMICA