RISULTATI ECONOMICI8 ECONOMIA: DALL'ELICA AL REATTORE

UNA VITA RICCA

L’economia della seconda metà del XX secolo ha tolto le masse dalla miseria ampliando soprattutto gli investimenti pubblici. Con uno Stato mantenuto a budget, però, la spesa pubblica è totalmente prefissata, e lo Stato – moneta a parte – non può più intervenire “a sostegno dell’economia”. Vien naturale porsi questa domanda:
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«Potrebbe il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE avere degli effetti negativi sull’economia?».

Sappiamo che la domanda globale (il motore, la spinta) è la somma di quella familiare, imprenditoriale, pubblica, più la bilancia dei pagamenti.

DOMANDA FAMILIARE, IMPRENDITORIALE, E “BILANCIA”

La domanda pubblica…. beh,  vediamola per ultima! Adesso, limitiamoci a sgombrare il campo, vedendo cosa dovrebbe succedere tutt’attorno.

DOMANDA FAMILIARE – Bene! Cosa succederà alla domanda familiare? Con le imposte a zero e le buste paga integrali (e le Gabelle di Ritorno in arrivo ogni notte, e pure il Reddito Sovrano se lo Stato è già saldato), le famiglie dovrebbero essere più ricche; e quindi, grazie anche a un welfare basato sui bisogni effettivi e non sulla carta, pronte a spendere con minor propensione al risparmio. La Domanda Familiare, insomma, rinforzata ma soprattutto più serena, dovrebbe contribuire positivamente a quella globale.

DOMANDA IMPRENDITORIALE – Ma proseguiamo! Dato che non esistono più le tasse, e la gente è pure più ricca, la Domanda Imprenditoriale dovrebbe mantenersi piuttosto alta. Lo Stato potrà sempre sostenerla agendo sui tassi di sconto; ma c’è da chiedersi se vi sarà ancora bisogno di queste soluzioni. Gli imprenditori, infatti, potranno finalmente:

  • a) occuparsi solo del proprio lavoro;
  • b) non doversi più guardare le spalle dallo Stato;
  • c) non temere più gli insoluti (con moneta elettronica, gli ordini sono trasmessi solo a copertura);
  • d) non avere più la concorrenza sleale di aziende mantenute artificialmente in vita (difficilmente il popolo fornirà dei budget allo scopo).

BILANCIA DEI PAGAMENTI – Circa l’Import/Export, le imprese spediranno all’estero le loro merci gravate dalla Percentuale Erariale. Questo è certamente un peso, ma (domandiamoci pure) sarebbe davvero un limite? C’è infatti da considerare che i prezzi di merci e servizi realizzati in assenza di fisco dovrebbero restare piuttosto bassi. Quindi, anche se gravati dalla P.E., non dovrebbe esistere alcuno svantaggio competitivo. È vero che le importazioni – al contrario- non saranno gravate dalla P.E.; ma se è volontà del Parlamento imporre delle Gabelle, questo sarà un’ulteriore guadagno per i cittadini.

DOMANDA PUBBLICA

DOMANDA PUBBLICA – Eccoci finalmente al punto! Proviamo quindi a rispondere alla domanda iniziale: «È forse in pericolo la spesa pubblica? Il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE potrà magari dare dei problemi economici?».

Beh, che dire?

La spesa pubblica cambia, è vero, ma solo nel senso che il soggetto agente è diverso. Il popolo – che detto fra noi non ha alcun problema a finanziare tutto quel che gli serve – determina la spesa in fase elettorale, e quindi in un solo giorno, ma poi… quella spesa… andrà avanti per cinque interi anni!! Che problemi dovrebbero quindi esserci, con una massa – fra l’altro – ancora più ricca?

«Potrebbe la spesa diventare però sempre più incerta, timida, timorosa, e tutta al ribasso?». E perché mai? Quale popolo si comporterebbe in modi così “piccoli” disegnando il futuro proprio e dei propri stessi figli? Difficile poi immaginare dei problemi (aggiungiamolo) con uno Stato liberato dai titanici interessi creati dal debito pubblico.

A “zero” – invece – dovrebbe per sempre andare la spesa pubblica effettuata in ritardo, con fondi insufficienti, un po’ alla volta, con soluzioni tecniche superate, opportunistica, eccetera. Quella spesa che deve sempre orribilmente sposare il sacro col profano, sperando in adeguati ritorni fiscali, e che alla fine – disperata – mette in vendita le proprietà del re.

SFIDA ECONOMICA