RISULTATI ECONOMICI

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UNA VITA RICCA

vita_riccaLa seconda metà del XX secolo ha visto le masse uscire dalla miseria grazie a un corposissimo ampliamento degli investimenti pubblici e, nei decenni, un continuo intervenire dei Parlamenti a “sostegno dell’economia”.
Con uno Stato mantenuto a budget, e la spesa quindi prefissata, viene naturale farsi qualche domanda. È vero che  i Parlamenti saranno sempre liberi di fare tutto quel che vogliono, ma è anche vero che ogni deviazione dai budget sarà percepita dai co-sovrani come un’autodenuncia d’incompetenza. E quindi?
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«Potrà il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE avere degli effetti negativi sull’economia?».

Sappiamo infatti che la domanda globale (il motore) è la somma di quella familiare, imprenditoriale e pubblica; più (più) la bilancia dei pagamenti. E così, quasi con sottile ansia, ci domandiamo:

«I budget scelti elettoralmente finiranno col bloccare la domanda pubblica?». 

DOMANDA FAMILIARE, IMPRENDITORIALE, E “BILANCIA”

Cominciamo a sgombrare un po’ il campo, osservando cosa dovrebbe succedere in tutta la domanda NON pubblica.

DOMANDA FAMILIARE – Con imposte a zero e buste paga integrali (e Gabelle di Ritorno in arrivo ogni notte, con Rendita Sovrana se lo Stato è già saldato), le famiglie dovrebbero essere più ricche, e quindi – grazie a un welfare basato sui bisogni e non sulla carta – anche pronte anche a spendere con la massima fiducia nel futuro. Questo tipo di domanda dovrebbe ritrovarsi rinforzata e con pochissima propensione al risparmio.

DOMANDA IMPRENDITORIALE – Dato che non ci sono più tasse per le persone e le imprese, e la gente ha più denaro, la Domanda Imprenditoriale dovrebbe mantenersi piuttosto alta. Lo Stato potrà comunque sostenerla agendo sui tassi di sconto, ma c’è da chiedersi se vi sarà ancora bisogno di questi mezzi.

BILANCIA DEI PAGAMENTI – Bisogna confessarlo, qui c’è qualche perplessità. Il partito, attualmente privo di economisti (oggi è novembre 2022), oscilla tra un “centro perfetto alla Keynes” e una “pericolosa incertezza strutturale”, perché le imprese dovranno spedire all’estero le loro merci gravate dalla Percentuale Erariale. Infatti, per le macchine contabili, le aziende straniere non esistono, non sono in elenco erariale, e quindi sono come lo “0” dei privati. E dunque? Sarà questo un peso insopportabile?
Prima di fasciarsi la testa, c’è da considerare che i prezzi delle merci realizzate in completa assenza del fisco dovrebbero essere molto bassi. La bilancia dei pagamenti, quindi, anche se gravata dalla P.E., non dovrebbe risentire di particolari svantaggi. È vero che le importazioni – al contrario – non ne sarebbero  mai gravate per via del denaro in direzione “da 0 a 0” (o “da 1 a 0” se a comprare è un’azienda), e che – in qualche caso – potrebbero esserci dei problemi; ma se è volontà del Parlamento imporre delle Gabelle doganali, questo sarà un’ulteriore guadagno per i sovrani.

DOMANDA PUBBLICA

Eccoci finalmente alla questione centrale:

«È forse in pericolo la domanda pubblica? Il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE le darà dei problemi? Lo Stato si ritroverà privo di un preziosissimo strumento?».

La spesa pubblica cambia, è vero, ma solo nel senso che il soggetto agente è diverso. Ora è il popolo a determinarla. Viene decisa in un solo giorno (è vero), ma poi… va avanti per tutti gli anni della legislatura! Che problemi dovrebbero dunque esserci?

Non bisogna poi dimenticare che, mentre un parlamento cura molto le apparenze, un popolo non oserebbe mai soluzioni di facciata, così da inficiare il futuro dei propri figli. Difficile, inoltre, immaginare degli scarsi investimenti pubblici con uno Stato ormai libero dai titanici interessi del debito pubblico.

A “zero” dovrebbero per sempre andare, invece, grazie al ripristino degli Enti Unici, lo smisurato numero di appalti pubblici, e quindi le infinite carte per lavorare; oltre a quel tipo di spesa pubblica effettuata in ritardo, con fondi insufficienti, un po’ alla volta, con soluzioni tecniche superate, opportunistica, e costretta a sposare – in modi sempre più disgraziati – il sacro col profano.

SFIDA ECONOMICA