ENTI UNICI NAZIONALI

 

GIARDINI DI VERSAILLES Qui tutti i nodi vengono al pettine, e qui il pettine toglie forse tutti i nodi.

 

Gli Enti Unici Nazionali sono i grandi Servizi che provvedono a curare i co-sovrani in tutto quello che è tecnica e lavoro pesante sull’intero territorio nazionale. A differenza di un tempo, che dovevano rendere conto del loro operato alla politica, ora devono parlare direttamente col re, sia fornendoGli la conoscenza e la misura degli interventi necessari o vantaggiosi – per precise richieste di budget in sede preelettorale , sia rendendoGli poi noto l’avanzamento lavori durante la legislatura.

L’Ente o Servizio potrà essere tutt’uno col Ministero, come avviene per quelli della Salute e della Scuola, o lavorare a fianco con altri in qualche Ministero per le Infrastrutture. Questo però non farà alcuna differenza, perché al popolo dovranno essere comunque ben noti – oltre ai Ministri che la politica mette a ruolo – tutti i capi tecnici dei singoli Servizi (strade, ferrovie, traghetti, voli, energia, nettezza, telefoni, acqua potabile, trasporti urbani…). Il dialogo coi padroni, infatti, dev’essere semplice e diretto.

«Buonasera, grazie per averci invitato in Tv. Per noi del Servizio Acque, la situazione idrica è davvero disastrosa in un buon 40% della rete; però, se avremo a disposizione quindici miliardi per ogni anno della prossima legislatura, vi garantiamo che per decenni non si perderà più una goccia d’acqua in tutta la nazione».   

Sono i politici a formulare le promesse sui budget necessari, perché gli elettori voteranno poi quelli; ma i sovrani devono sentire con le loro orecchie quel che i tecnici hanno da dire! Non si può regnare a sole chiacchiere e baruffe in sede preelettorale, e poi con infinite sciocchezze da pollaio durante i diecimila talk show della legislatura!

«Grazie per averci invitati ancora! Sinora abbiamo aperto il 30% dei cantieri, e in alcuni casi ci siamo ritrovati in situazioni assai peggiori di quelle preventivate. Però la situazione sta migliorando, e abbiamo già chiuso 120 piccoli cantieri. L’anno prossimo apriamo un altro 30%, e sempre in collaborazione con l’Ente Strade, che ci presta macchine e uomini. Abbiamo sostituito una cinquantina di grandi motori cittadini, ma allo stato attuale i budget – fortunatamente larghi – ci stanno sostenendo».   

Gli uomini dei Servizi non hanno ovviamente bisogno delle Tv, perché dispongono di sistemi internet in cui relazionare giorno e notte. Ma è chiaro che è inutile continuare a tormentarci! Se da una parte il re dispone di fondi illimitati e risolutivi, dall’altra i tecnici sanno benissimo quanto costa lavorare bene, facendo le cose con razionalità, e rendendo tutti soddisfatti e felici. Non hanno senso le situazioni in cui si lavora al risparmio, tappando buchi, scontentando sempre tutti perché si rimandano all’infinito le soluzioni, quando entrambi gli agenti (il re e i suoi uomini), saranno tutto e possono tutto!

Cominciano ad essere chiari i nodi? Sono gli Enti Nazionali, cioè il livello tecnico un gradino sotto quello politico, che permettono ai re di disegnare la nazione come meglio credono. Sono questi a dare un senso di concreta realtà ai Parametri Progettuali!

Ci vorrà del tempo, certo, e forse molto, ma la politica dovrà sempre venire dopo, soltanto per riassumere e discutere di più strade. Non deve arrivare prima, per sostituirsi semplicemente al re. Oggi, attorno ai sovrani, c’è soltanto nebbia. Una nebbia così fitta che nemmeno la nave di Alessandro trovò girando i mari del nord! A Versailles, il sovrano non parlava con migliaia di Partecipate tra Pubblico e Privato, orribilmente interlacciate tra loro in almeno 50.000 diversi modi (e quote, e maniere), ma con pochissimi responsabili di settore, suoi diretti dipendenti (scuderie, giardini, mulini delle fontane, decoratori, cucine, guardaroba, sicurezza…). Forse con uno solo, l’architetto di corte (perché no?), ma di sicuro non con 6.085!! Così, ascoltate le idee e i costi, disegnava la reggia come meglio credeva. La politica? La politica era lì. Era la moglie che sosteneva che non bisognava dare retta ai meccanici perché bisognava prima rifare completamente i giardini; era il ciambellano per il quale (inchinandosi) i lavori andavano certamente fatti, ma in dieci anni e non in cinque; ed era il Ministro delle Finanze (a tavola per discutere di tutt’altro) che commentava che le fontane costavano troppo e che i mulini andavano venduti. Il re ascoltava, poi votava la moglie, o il ciambellano,  o il Ministro, ma avendo però completa coscienza delle necessità e dei costi.

Lo stretto rapporto col re, che tra l’altro inorgoglisce gli uomini degli Enti Unici, perché si sentono capiti e spinti in avanti, non solo genererà delle decisioni risolutive, ma anche un servizio perfetto e altamente curato nei dettagli, lontanissimo delle miserabili esigenze di mercato. Pensiamo ad esempio ai tanti nostri confratelli sovrani che non sono mai riusciti ad avere un servizio internet accettabile “perché raggiungere direttamente quel certo quartiere è antieconomico per il nostro fatturato”; o ai tanti padroni in montagna da sempre isolati “perché non è per noi conveniente far giungere loro determinati segnali via satellite”; o a certi regnanti sempre in allarme per la salute dei loro cari “perché sull’isola non ci risulta sufficientemente vantaggioso mantenere un piccolo nucleo medico”.

Cura dei dettagli, dunque, perché i Servizi sono finalmente del re, e non di qualcuno “che li fa solo se ci guadagna”. E se il re è stanco, anzi stanchissimo dei suoi servi di palazzo (ormai tutti disorientati e impotenti), non meno stanchi dei cortigiani – attenzione bene – sono quelli che nel Pubblico lavorano concretamente, con le mani e con la testa,realizzando e costruendo opere meravigliose, risolvendo continuamente problemi fisici e materiali alle persone, impilando miliardi di dati per fotografare situazioni, spiegando e illustrando per mandare avanti la ruota, e comunque orgogliosi di vivere per il popolo e di servirlo! 

Ma ecco che, proprio come il male genera spesso altro male, il bene dell’accurata perfezione genera ulteriore felicità pure nei costi. Il diretto rapporto col re procura infatti un crollo formidabile di tutti gli appalti! I geometri comunali, tanto per fare un esempio, non compleranno più miliardi di carte, costringendo pure la politica locale in infiniti ambaradan (a volte succede), ma si limiteranno a mettere un voto alle strade del centro e della periferia. Nient’altro. Oppure a segnalare l’esigenza di altre navette per un nuovo quartiere. Nient’altro. L’Ente strade sa già che interverrà quando il voto da 10 passerà a 6, o a 7 (prevvisando i Vigili Urbani di chiudere certe vie da una certa ora all’altra), mentre l’Ente Trasporti Urbani sa già tutto perché le segnalazioni che arrivavano sulle app erano eloquenti, mentre l’Eute Acque non andava nemmeno avvisato delle modifiche da fare agli acquedotti perché aveva già visto i nuovi piani regolatori approvati dal Comune. Certo, alcuni Servizi nazionali avranno sempre bisogno di chi veda e valuti in loco, mentre altri faranno da soli, con sonde, telecamere e sondaggi. Ma in ogni caso, crollati i costi, le positività genereranno sempre altre positività, perché ordine fa ordine, e caos fa caos!

Nessun sindaco, infatti, si ritroverà più a tremare firmando montagne di carte! Un sindaco, fino a prova contraria, ha tutto il diritto di essere un analfabeta, di non sapere leggere, e di firmare facendo la croce. Perché? Perché è un re come gli altri.

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