COME SI AUMENTA LA POTENZA?2 Com'è la vita del cittadino che ha cominciato a regnare

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PROMESSE E VISIBILITÀ

Il giorno elettorale non è nient’altro che una serie di promesse: i candidati garantiscono che realizzeranno taluni programmi, che si manterranno fedeli agli orientamenti politici, il popolo li vota e… promesse, promesse, soltanto promesse.

Dunque, se già ora è praticamente impossibile controllare i propri eletti, come si potrà aumentare la POTENZA del giorno elettorale di centinaia o migliaia di volte? Come potranno i co-sovrani – detto in altre parole – tenere in pugno il loro parlamento?

La risposta è semplice: attraverso una tecnica suggerita dal parlamento stesso, quella della visibilità. I politici, infatti, durante la legislatura sono sempre liberi di pensare e agire come meglio credono. Non si può previncolarli a un determinato comportamento, perché è anticostituzionale. Per impedire così che il parlamento si riduca a una semplice folla, a un ente dove l’indeterminazione renderebbe ogni giorno imprevedibile la DIREZIONE politica, attraverso un particolare regolamento viene reso visibile il comportamento di ciascuno. 

In pratica, gli eletti appena insediati, cioè i nuovi deputati e senatori, entro 48 ore sono costretti a dichiarare al Segretario generale della propria Camera l’appartenenza a un determinato gruppo. Sugli scranni, si sa, possono sedersi solo persone fisiche, non organizzazioni. Così, tanto i deputati che i senatori debbono subito creare dei gruppi (a cui solitamente danno gli stessi nomi dei partiti), e i Segretari assegneranno poi a ciascun individuo un preciso scranno.

Cioè, una determinata sedia. Una precisa sedia che tutti vedono…

Il Regolamento per la formazione dei Gruppi parlamentari (questo è il nome della tecnica che permette la visibilità direzionale) non impedisce a deputati e senatori di cambiare scranno e casacca durante la legislatura. Ma se lo faranno dovranno uscire da quei determinati gruppi per entrare in altri. Comunicare cioè la cosa al Segretario, e, alzatisi da quelle precise sedie, andare sotto lo sguardo di tutti a sedersi sulle precise altre che saranno loro indicate.

(Questo regolamento è talmente spietato nel pretendere la visibilità, che il deputato o senatore che non si riconosce in alcun gruppo viene d’autorità inserito nel cosiddetto “gruppo misto”).

Torniamo quindi alla domanda iniziale: come potranno i co-sovrani aumentare la POTENZA del loro giorno elettorale? La DIREZIONE – è ovvio – ormai non basta più. Un parametro solo (il Destra/Sinistra) è davvero troppo poco. Nessuno infatti salirebbe su un treno di cui è chiara la direzione ma non la velocità. Nessuno vorrebbe una bicicletta con un bel manubrio ma senza i pedali. E (in ogni caso) un re che possa imporre la direzione ma non la forza non è un re, ma un semplice opinionista.

La risposta è quindi molto semplice: allargando tutte quelle promesse elettorali anche al Finanziario, cioè al Tanto/Poco.

Niente di speciale, vero? Quando si tratta di gestire delle organizzazioni, i fattori di base sono sempre i soliti due: DIREZIONE e POTENZA, proprio come su tutti i mezzi che gestiamo ogni giorno: volante e acceleratore, manubrio e pedali, rotaia e motrice, timone ed elica, flaps e reattore… .

Come legare però formalmente le promesse alla POTENZA? In pratica, è l’Istituzione stessa a suggerircelo: utilizzando un Regolamento per dare visibilità ANCHE a tutto quello che è scelta finanziaria. In altre parole, all’interno delle Camere, relativamente alla POTENZA, dovrà esserci la stessa identica visibilità che già esiste per la DIREZIONE. Il parlamento resterà liberissimo di fare tutto quel che vuole, di cambiare “casacca finanziaria” come e quando gli pare, ma ormai è sotto l’occhio del padrone! Perché? Perché è sotto i riflettori delle Camere stesse.

Cosa cambia dal punto di vista dei centomila adempimenti di una qualsiasi macchina elettorale? Nulla, tutto esattamente come prima; le promesse restano promesse, e i riti restano riti. Ma i politici, avendo ormai un regolamento di visibilità finanziaria ad aspettarli, saranno fisicamente costretti a sottoporre al popolo delle cifre, delle precise quantità di denaro, e non più soltanto delle “direzioni”. Ad ogni elezione, cioè, il popolo si sentirà promettere dai politici anche dei budget. Che budget ? Quelli per mantenere lo Stato.

Certo! Il Parlamento avrà sempre l’ultima parola, perché la libertà della rappresentanza resta inviolabile per principio. Non potranno mai esservi argini! Deputati e senatori, nonché partiti e gruppi vari, potranno sempre cambiare parere su tutto.

I finanziamenti, però, saranno con tutta probabilità rispettati al centesimo. Salvo situazioni eccezionali, ovviamente, ma la regola dovrebbe essere proprio questa.

Strano? Improbabile? Impossibile?

E perché mai? Non è forse vero che, per quanto riguarda la DIREZIONE, i deputati e i senatori che cambiano casacca sono sempre molto pochi? Stranamente pochi? Per forza, devono esporsi! Lo stesso avverrà anche per i budget. I parlamenti potranno tutto, ma se cambieranno di un solo centesimo le impostazioni emerse dai suffragi, il popolo verrà immediatamente a saperlo. Proprio come quando un deputato lascia un gruppo per entrare in un altro, che ne parlano tutti i giornali. 

Con i Due Regolamenti in atto, la bicicletta, finalmente, avrà anche i pedali.

MACCHINA A VAPORE DA CANCELLARE