COME AUMENTARE LA POTENZA?2 Com'è la vita del cittadino che ha cominciato a regnare

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PROMESSE E VISIBILITÀ

Il giorno elettorale – stringi stringi – non è nient’altro che una promessa.

I candidati garantiscono di realizzare taluni programmi, di mantenersi fedeli agli orientamenti politici, il cittadino li vota e… promesse, soltanto promesse, nient’altro che promesse.

Dunque, se già ora è praticamente impossibile controllare i propri eletti, come si farà ad aumentare la potenza di quel breve giorno elettorale di dieci, di mille, o di un milione di volte? Come potrà il popolo tenere per davvero in pugno il parlamento?

Gli eletti, infatti, sono per principio sempre liberi di pensare e agire come meglio credono. Non è assolutamente possibile vincolarli (come qualcuno vorrebbe), perché questo è anticostituzionale. Si può però – ecco la tecnica! – rendere visibile il loro comportamento.  

Nel Parlamento, infatti, c’è un preciso regolamento che obbliga i politici appena insediati a dichiarare al Segretario generale della propria Camera (dei Deputati o del Senato) l’appartenenza a un determinato gruppo politico. Sugli scranni, si sa, possono sedersi solo persone fisiche, non organizzazioni. Ma le persone, però, se presenti in un gran numero, hanno il problema di doversi far inquadrare, se no restano una caotica folla. Così – attenzione bene – i deputati sono invitati a creare dei gruppi (a cui vengono solitamente dati gli stessi nomi dei partiti), i Segretari assegnano a tutti degli specifici scranni, e il gioco è fatto.

Questo Regolamento per la formazione dei Gruppi parlamentari ha dunque lo scopo di rendere prevedibile il comportamento dell’assemblea, altrimenti ingestibile e irrazionale. I deputati e i senatori, durante i vari anni della legislatura, potranno certamente cambiare scranno e casacca; ma, se lo faranno, dovranno uscire da quel determinato gruppo per entrare in un altro. Alzarsi cioè da quella tal precisa sedia per andare a sedersi su un’altra.

(Il regolamento è così spietato nel pretendere la visibilità, che se un deputato o un senatore non si riconoscono in nessun gruppo, allora vengono d’autorità inseriti nel cosiddetto “gruppo misto”).

Ma torniamo al punto. Se siamo in ambito di semplici promesse, e il potere è tutto nelle mani del Parlamento, come potrà il cittadino aumentare la potenza del suo giorno elettorale? 

Dal punto di vista formale, la risposta è semplice: stabilendo, oltre al Destra/Sinistra, anche il Tanto/Poco. Infatti, quando si tratta di guidare dei mezzi o delle organizzazioni i fattori di base sono sempre due: direzione e potenza, volante e acceleratore, manubrio e pedali, rotaia e motrice, timone ed elica, flaps e reattore, decisioni e denaro

Qualcosa di nuovo sotto il sole? Assolutamente no! A ogni elezione – semplicemente – il cittadino dovrà farsi promettere dai politici anche dei budget. “Anche”. Quali budget? Ovviamente, quelli erariali, con cui saranno mantenuti lo Stato e i suoi Enti.

Promesse, dunque? Solo promesse? Certo, solo promesse! Però, siccome le promesse sono per l’appunto soltanto promesse, il cittadino dovrà per la potenza disporre anche d’un pratico sistema che gli permetta – proprio come avviene per la direzione – la perfetta visibilità di quel che andrà effettivamente a succedere. 

Il Parlamento avrà sempre l’ultima parola, Deputati e Senatori potranno cambiare le loro promesse finanziarie come sempre fatto con gli scranni, ma…

Ma – attenzione bene! – se per la potenza ci sarà la stessa visibilità che c’è per la direzione, allora sarà assai probabile che, con l’Erario a sfera di cristallo, anche i vari finanziamenti verranno rispettati al centesimo.

Cosa ci serve, quindi? Solo la stessa integrazione formale ai Regolamenti di Camera e Senato che ci garantisce oggi la visibilità direzionale. Tutto qui! Non serve altro. Le promesse, infatti, non hanno alcun bisogno di essere “regolamentate”. La visibilità finanziaria invece sì.

L’effetto finale? Assolutamente formidabile! L’Erario diventerà – di colpo – il conto corrente del Popolo, facendo scomparire il sistema fiscale e un gran numero di enti coinvolti in inutili giri di denaro.

Le discussioni preelettorali? Tutto come prima? Le campagne elettorali? Sempre come al solito? Sì, formalmente sì. Niente di nuovo. Ma solo formalmente, però, perché i soldi – lo sappiamo bene tutti – sono i soldi. 

MACCHINA A VAPORE DA CANCELLARE