QUALI OPERAZIONI IN DETTAGLIO?3 IL NUOVO ERARIO4 IL NUOVO WELFARE5 LA NUOVA POTENZA ELETTORALEL’ERARIO IN CASA 

Quando va a votare, il cittadino ha nella tasca destra le promesse dei politici, e in quella sinistra la visibilità. Nient’altro! Però, se le Camere si auto costringeranno a gestire i soldi proprio come gli scranni, la sua potenza d’elettore aumenterà in modi formidabili perché non gli sfuggirà più un solo centesimo.

Serve dunque una nuova disposizione all’interno delle Camere, cioè due brevi righe sul “come” e sul “quando”. Benissimo!

(Circa il controllo della direzione, si vedano: per la Camera dei Deputati gli Art. 14 15*15bis*15ter*GR.PAR.1 GR.PAR.ATT. VAR., e per il Senato della Repubblica gli Art. 14 15 16 16bis GR.PAR.VAR).

Però, dato che i cittadini sono anche i titolari della nazione, ognuno di loro dovrà essere in direttissima comunicazione con l’Erario e avere quindi un suo proprio Conto Erariale Sovrano. Giusto? O si può essere padroni senza avere accesso ai guadagni? E sovrani, ma esclusi dal tesoro reale?

E sarà anche necessaria, naturalmente, l’assoluta scomparsa del contante. In pratica, moneta elettronica e solo moneta elettronica!! Infatti, se i cittadini stabiliscono elettoralmente il Tanto/Poco, indicando dei precisi “budget generali” allo Stato, ogni centesimo di quei flussi di denaro dovrà ovviamente esser visibile. Per forza! Se non c’è visibilità assoluta già alla fonte, cioè all’interno della moneta stessa, come si potrà averla all’interno delle Camere e negli intricatissimi sistemi statali? La moneta elettronica che oggi terrorizza a causa della fame statale, qui permette invece ai titolari di tracciare in tempo reale ogni singolo centesimo affidato ai dipendenti.

Ma… vediamo subito cosa va fatto secondo Popolo Sovrano per mettere i cittadini in grado di gestire la propria democrazia in regime di DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, col Tanto/Poco oltre al Destra/Sinistra.

Regolamento per la formazione dei Parametri Erariali 

CAMERA DEI DEPUTATI RITAGLIATA

Passo numero uno! Sullo stile della Formazione dei Gruppi Parlamentari, le Camere devono deliberare un regolamento anche per la Formazione dei Parametri Erariali. Questo regolamento dovrà stabilire sia le regole di fondo – sempre valide – che le tempistiche con cui i diversi Valori Erariali dovranno attivare le macchine contabili ad ogni nuova legislatura.

Ovvio? Poco ovvio? Per niente ovvio…? Una cosa alla volta!

Parametri Erariali: cosa sono? Beh, la cosa più banale del mondo, e cioè: “IN QUALI CANALI DEVONO ANDARE I SOLDI?”. E i Valori Erariali “che attivano le macchine ad ogni nuova legislatura”? Che sarà mai un “Valore Erariale”? Ovviamente, il passo successivo: “QUANTI SOLDI METTERE IN QUESTO CANALE?”. C’è qualcosa da capire? Niente. Siamo allo stesso livello del «Per cosa vuoi i soldini?». «Per andare all’oratorio». «Allora ti do questi».

Dato che i canali resteranno sempre quelli, perché lo Stato non cambia, o cambia in tempi lunghissimi, è ovvio che, una volta approvato il regolamento, le elezioni politiche si combatteranno tutte sui Valori «Eh?! Così pochi? Dammene di più!» «No, sono già troppi, gli altri servono per i libri».

Ma vediamo il tutto un po’ più operativamente.

La logica, a proposito dei canali su cui spedire  i soldi, sembra indicare la necessità di parametri sia di sicurezza che progettuali. Di sicurezza perché il re va assolutamente protetto, e progettuali perché deve anche poter disegnare la sua nazione. Se infatti non può disegnare il Paese come gli piace, o come lo ritiene necessario, se cioè non può esprimere delle desiderata sovrane, non è un re. I valori di questi parametri? Ma qui non interessa! Questi se li sceglie il popolo durante le elezioni,  eleggendo i politici che promettono questi e non quelli… Se li fa promettere, insomma, come al solito. Comunque, qui non interessano perché parliamo delle regole di fondo.

Per la sicurezza, dicevamo, Popolo Sovrano individua quattro soli parametri, tanto facili da applicare e memorizzare, quanto basilari e prioritari. Per la progettualità, invece, un numero di parametri coincidente con i Ministeri dotati di portafoglio.

I quattro parametri di sicurezza sono:

  1. la Percentuale Erariale
  2. il Budget Statale
  3. la Quota Stipendi
  4. la Quota Politica.

Ovviamente, capire cosa siano il Budget Statale e la Quota Stipendi e Politica è davvero facile. Sono questioni elettorali, quindi comprensibilissime da chiunque. Se poi il cittadino si mette in trono (perché no? Il popolo non è sovrano?!), e si accomoda per bene, capisce ancor prima di leggere.

«Caro Stato, per questa legislatura, da noi cittadini, avrai ogni anno a disposizione “X” miliardi. Non un centesimo di più, non un centesimo di meno. Bene! Come vorresti chiamarli questi “X” miliardi? Anzi, questo parametro “dei soldi totali annui“? “Budget Annuo”? “Budget Statale”?! “Budget Statale Annuo”? “Budget Statale Totale Annuo”? Per noi è indifferente, perché “X” miliardi sono, e “X” miliardi saranno. A noi cittadini, ovviamente, non importa se alla fine dell’anno ti resterà qualcosa in cassa, per cui non… Eh?! Cosa? Come dici…? Massì. certo, caro Stato, ovvio! Non ce li devi  affatto restituire, e nemmeno dirci dove sono! Non devi più perdere i soliti miliardi di ore a fare costosi “bilanci ufficiali”! Non ci servono. Sappiamo benissimo dove sta ogni singolo centesimo! Apriamo i computer, e vediamo tutto! Siamo o non siamo il re?! Eh…? Come? Cosa…? Certo, ovvio, non vogliamo affatto sapere quanti sono gli agenti dei corpi speciali! Ovvio! E nemmeno quanti soldi ha ritirato oggi, e da che bancomat, il nostro agente all’Avana! Massì! Oscura tutto! Di certi dipartimenti ci dai la cifra in ingresso e quella finale. Però – caro Stato – devi capire bene che non non ci interessano nemmeno i “bilanci ufficiali” buoni a foraggiare migliaia di “super tecnici” esterni ed interni! Semplicemente, ogni nuovo anno, ti ritroverai in arrivo altri “X” miliardi da aggiungere a quel che t’è magari rimasto, e con quei soldi penserai a lavorare, lavorare, solo lavorare. Sistemerai strade, attrezzerai ospedali, migliorerai scuole, curerai musei, farai viaggiare treni, darai l’acqua potabile a uomini e bestie… T’è chiaro? Servire il re ti è facile? Sai benissimo come? Ottimo! Ma stai attento anche a un paio di dettagli: noi siamo il re, e vogliamo essere assolutamente certi di quanti soldi userai per lavorare. Eh sì! Quanti ne userai davvero! È un’incognita che ci sta a cuore! Molto a cuore! Quindi, stai bene attento! Di tutti gli “X” miliardi in arrivo, ogni anno metterai  a disposizione “Y” miliardi per gli stipendi pubblici (compresi quelli dei politici), e “Z” miliardi per la politica (le spese di Parlamento, Regioni, Comuni, e partiti). Hai capito? Se noi cittadini ti diamo ad esempio 300 miliardi l’anno (ecco il tuo Budget Statale), dicendoti che 95 devono però andare in stipendi (eccoti la Quota Stipendi) e 5 alla politica (eccoti la Quota Politica), per noi padroni vuol anche dire che tu lavorerai esattamente con 200 miliardi! Eh sì! 300 miliardi, meno 100 miliardi… fa 200 miliardi! Giusto? Cos’è che stai dicendo…? No, no, no, no, carissimo!! Non tocca affatto a te stabilire – di quei 300 miliardi – quanti dovranno andare in stipendi e politica! Dobbiamo essere noi cittadini a dirtelo! Così, tu poi vivi tranquillo e sereno, e ti puoi mettere a lavorare senza pensare ad altro, mentre noi sappiamo che hai esattamente 200 miliardi a disposizione per lavorare e possiamo fare i nostri calcoli e i nostri bei progetti.
Ovviamente…  proprio perché noi siamo il sovrano… se da una parte siamo spietati con chi ruba anche un solo centesimo del tesoro, dall’altra siamo grandi e di manica larga, per cui, se a fine anno ti resteranno dei soldi per gli stipendi, li distribuirai a tutti in parti uguali, politici compresi. La Quota Politica… ? Stessa musica! Andranno a sommarsi a quelli in arrivo. Tutto chiaro, vero?». 

Sì, certo tutto chiaro! Com’è chiaro anche che il partito che alle politiche proporrà 500 miliardi di Budget Statale dovrà sudare le sette camice per convincere il popolo che il Valore Erariale proposto dagli altri (300 miserabili miliardi) è solo per fare bella figura. «Un valore da assassini! Un re deve invece essere grande, avere ben altri progetti, e quindi il popolo deve assolutamente spendere 200 miliardi di più per avere questo, quello, quell’altro, e se vuole essere così, così, e cosà». Ma la mente del cittadino, da sempre tosato e spremuto, e che ha persino visto i funzionari contargli le galline e pretendere di sapere quante pere stavano sui rami, è terrorizzato.

«Sì, ma… i soldi? Dove li prendiamo, i soldi?».

Ha capito che le elezioni politiche non saranno più il solito balletto di damine smorfiose con la puzzettina al naso di chi è in politica per fare un favore agli altri, ma l’ingresso nel Colosseo tra ali di folla che vogliono il sangue. Però, soverchiato da politici le cui facce ormai non si distinguono più da quelle ritratte nei quadri del ‘600 e ‘700, è in confusione. Se il popolo è il re, e il re non può essere tassato, da dove arriveranno i soldi? Dalla luna?

«Sì, ma… i soldi? Qui sono miliardi e miliardi!! Da dove li prendiamo? Se noi cittadini siamo il “re”, e non possiamo essere…».

Eccoci dunque alla Percentuale Erariale, il primo e più importante canale dei quattro parametri di sicurezza. È il parametro che dà, mentre invece gli altri prendono e usano. Viene subito spontaneo chiedersi se pure questo – di parametro – sarà facile da capire.

Beh… per forza! Tecnicamente è banalissimo!! Se fa parte dei discorsi pre elettorali… figurarsi se non è ultra facile! E infatti, non è nient’altro che una percentuale fissa (25%? 50%? 70%? 37%? 65%?), uguale per tutti i prodotti e servizi, che i fornitori, quando vendono ai privati, debbono aggiungere per avere esattamente i soldi  che chiedono. Quello che devono aggiungere, infatti, va tutto all’Erario. Se ad esempio un barista vuole incassare un Euro esatto da ogni caffè, e durante la legislatura la Percentuale Erariale è del 50%, dovrà far pagare ogni tazzina 1 Euro e mezzo. Cioè, alzare i suoi listini del 50%. Le macchine contabili, infatti, appena si accorgono che i soldi procedono da un conto privato a uno aziendale, prelevano un terzo secco per l’Erario. Quanto arriva al barista? Proprio l’Euro che voleva.

D’accordo! D’accordo! D’accordo! Rispetto all’Euro e mezzo, i 50 centesimi sono il terzo esatto, cioè il 33,33%, non il 50%! Ma questa è noiosissima contabilità! Il cittadino in sede elettorale deve scegliere di quanto aumentare i listini! Non deve star lì a far calcoli! 

Quindi? Cosa ci sarebbe da capire? Niente. Questo canale, questo banale parametro, prende semplicemente i soldi da merci e servizi e li spedisce nell’Erario. Ed è con questi soldi – anzi, solo con questi – che il re potrebbe mantenere lo Stato. La Percentuale Erariale, dunque, è il parametro base; e se quest’anno il suo valore è del 50%, nella prossima legislatura potrebbe essere del 30%, o del 60%, o del 18%… Dipenderà dalla volontà dei cittadini. Dipenderà insomma da come andranno le elezioni.

«Ma questo non è “tassare” i cittadini? Non è come l’IVA oggi?».

No, no, no, no, nemmeno per idea! La Percentuale Erariale non è una tassa, perché i soldi vanno ai cittadini. Infatti, quando lo Stato è saldato, arrivano a loro. Ma… ancora un attimo di pazienza, per favore! Chiudiamo il discorso di prima, se no non se ne coglie a fondo l’essenza. Ebbene! Se un cantiere navale vende una nave da 250.000 tonnellate a una azienda di crociere, e la nave costa un bel miliardo tondo tondo, ci saranno dei prelievi per l’Erario? Le transazioni telematiche sono notevolissime, abbondantissime, e i milioni sono così tanti che c’è quasi da perdersi. «In fondo, voi siete tutti ricchi, manovrate dei milioni, perché non date qualcosa a noi poveri?». In altre parole: «Non c’è qualche milioncino per l’Erario?».

No, non c’è.

Il cantiere navale non si è divertito a costruire la nave, ma ha lavorato. L’azienda che l’ha comprata non si diverte a fare crociere, ma le organizza. Gente che lavora, quindi, non che si diverte. E se lavora, le macchine contabili rilevano un passaggio di denaro tra conti correnti entrambi legati a una Partita Erariale (l’attuale Partita IVA) e… l’Erario resta a bocca asciutta. Per forza! La nave è solo uno strumento per produrre, proprio come un cacciavite o una chiave inglese.

Certo… a bocca asciutta… ma non per sempre! Quando l’azienda comincerà a vendere le sue crociere, i suoi bei viaggi, il suo bel lusso, e la gente comprerà i vari pacchetti… eh beh, le macchine rileveranno che il denaro sta andando da dei “0” Partita Erariale a degli “1” Partita Erariale, cioè da privati ad azienda, e che quindi c’è il godimento, che il ferro e l’acciaio diventano piacere e serenità… E quindi? E quindi che si è in presenza del prodotto perfettamente realizzato! E QUINDI? E QUINDI ZAC!!! Le macchine aspireranno implacabili!

«Sì, ma un attimo! Questo è tassare! E il sovrano non può essere tassato!».

No no no no! I cittadini – è vero – non possono mai essere tassati. Mai e poi mai! Possono certamente essere sottoposti a multe e gabelle (per le solite questioni etiche tipo: “dobbiamo aumentare la benzina per l’efficienza dei motori”, “far pagare di più i super alcolici per ridurre i consumi”, “lei viaggiava troppo forte, le faccio una multa di 80 Euro”…), ma i soldi che in questi casi tireranno fuori andranno entro 24 ore ancora a loro stessi. Non certo a mantenere lo Stato!! Però, se pure il popolo – in quanto re – non può mai essere tassato e nemmeno – di fatto – “gabellato”, i cittadini dovranno pur pagare i fornitori!! O i fornitori non si pagano?!

Ebbene, qui non è una questione di tasse, ma di rapporti tra fornitori e clienti. Lo Stato c’entra solo come fornitore di servizi. Quando il cittadino allunga la sua card elettronica per pagare il caffè, infatti, in realtà sta pagando due fornitori, e non uno. Un fornitore è il barista, che cerca di fargli il caffè buono, cremoso, servito bene, con lo zucchero che ci vuole… e l’altro fornitore è quello che gli garantisce che tutto il processo di tostatura è stato fatto a norma, le pesature sono state fatte a norma, il prodotto non è stato adulterato, l’etichetta non è farlocca, i chicchi di caffè non provengono da merce rubata, l’igiene del bar è accettabile, le macchine elettroniche non svuoteranno il conto corrente, e – se al posto dell’acqua fosse stata per sbaglio usata la candeggina – andrà pure a prenderlo di corsa per metterlo in mano a super tecnici che cercheranno di salvarlo.

Qui si tratta di pagare dei fornitori! Che c’entrano le “tasse”? Chi è mai andato da un concessionario e, al sentire il costo delle rate, ha esclamato: «Basta! Non ne posso più delle vostre tasse»? Ovviamente nessuno. Stesso discorso per lo Stato, che controlla tutto, vede tutto, sorveglia tutto, indaga tutto, impedisce tutto, permette tutto, ma… Ragazzi! Gli uomini costano! Qui lo Stato è semplicemente nella sua veste di fornitore, anzi, di super fornitore! E quindi siamo nel banale rapporto tra venditori e compratori. Non siamo nel welfare ospedaliero o nel welfare scolastico, quindi nel mondo dei “diritti”, del “sostegno”, e del “vogliamoci bene”, ma in quello del “compro e vendo”. E allora, se è “compro e vendo”, lo Stato è il venditore a lato di ogni venditore nazionale.

Naturalmente, dato che lo Stato appartiene al Sovrano, quei soldi dovrebbero prima andare al re (cioè al popolo), e poi – solo poi – alla Cosa pubblica. Però, con l’elettronica di mezzo, è inutile fare tanti giri di denaro. Appena il Budget Statale però sarà raggiunto, sarà cioè stato pagato l’ultimo centesimo, STOP! BLOCCO! NON UN CENTESIMO DI PIÙ! Tutti i soldi al popolo, al re, sui Conti Erariali dei cittadini! Quale “tassa” si comporta così?

Come si vede, i quattro parametri di sicurezza sono proprio banali, molto banali, magari perché ci ricordano quel che fa istintivamente la gente quando apre un bar o un ristorante. «Dunque: “tot” per questo… “tot” per quello… “tot” per quell’altro… e su piatti e vini metto a tutti lo stesso ricarico». Banali, banalissimi, come banali, o addirittura forse ancora più banali, sono i valori con cui questi parametri debbono funzionare. Ad esempio, quale dovrà essere il Valore Erariale del Budget Statale? Quanto vorrà spendere il popolo ogni anno? Oggi lo Stato italiano costa 840 miliardi, e se il partito politico di Popolo Sovrano, dopo aver fatto un po’ di conti, per la prima legislatura in regime di DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE proporrà 400 miliardi di Budget Statale (di cui 165 per Quota Stipendi e 5 per Quota Politica – in pratica: 240 miliardi per lavorare), con una tranquilla P.E. del 50% (che nell’esempio di prima abbiamo visto equivalere a un incasso del 33,33%) ecco che 400, 165, 5, e 50% saranno i valori su cui condurrà la sua battaglia politica.

Banalità! Solo banalità! Ma è proprio perché i canali sono ormai chiarissimi, e i valori pure, che i politici non potranno più essere nebulosi e possibilisti, ma dovranno scontrarsi in durissime campagne elettorali! Allora non saranno più banalità! Ci sarà infatti chi proporrà il Budget Statale annuo a 250 miliardi, chi invece a 400, chi a 600… C’è chi proporrà la  Percentuale Erariale al 40%, chi al 70%, chi al 100%…  E ognuno dovrà motivare, spiegare, farsi capire, mostrare i risultati finali, gli obiettivi… Sarà battaglia vera, perché i soldi non sono facce (“questo m’è simpatico”, “quello no”, “quello mi sembra un po’ tonto”, “questo si presenta bene”, “mi faccio un selfie anch’io”…), ma soldi!

Però… però… eh! Secoli di umiliazione non si cancellano in un attimo.

«Ma…! E se i politici… insomma…  non volessero proprio parlar di soldi? Non volessero cioè promettere niente per non dover poi essere obbligati a questo e quell’altro? Chi glielo impedisce?».

Nessuno può imporre delle scelte a un politico! I politici debbono sempre poter fare quel che vogliono. Per principio! Ma se le Camere hanno già adottato il regime del DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, e quindi il regolamento per la Formazione dei Parametri Erariali, non possono sfuggire alle regole volute dalle Camere stesse. Dicevamo all’inizio di questa sezione che il regolamento dovrà stabilire le regole di fondo ma anche le tempistiche. Cioè, quando i diversi Valori Erariali dovranno mettere in moto le macchine. Come possono i nuovi eletti in Parlamento sfuggire ai Segretari generali delle Camere che aspettano questi dati? Già non sfuggono per quanto riguarda la “direzione”, come potranno sfuggire per la “potenza”?

Non a caso Popolo Sovrano ritiene, a proposito di tempistiche, che sia lo stesso Presidente del Consiglio a dover comunicare ai Segretari generali delle Camere tutti i parametri erariali entro e non oltre le 24 ore dalla fiducia al nuovo Governo (in modo che i funzionari possano a loro volta comunicarli agli incaricati dell’Erario nelle 24 ore successive).

(Al centesimo, perché le macchine ragionano con due cifre dopo la virgola).

In altre parole, 48 ore dopo la formazione del primo Governo di legislatura, le macchine devono avere già impostati tutti i nuovi numeri. Come potrà la politica sottrarsi a questo compito? La partenza delle macchine in nuovo regime (cioè con i Valori Erariali della nuova legislatura impostati) potrà essere rimandata al 1 gennaio dell’anno successivo, in modo che i cittadini possano fare meglio i loro calcoli e le loro osservazioni, come pure – perché no? – attuata in una qualsiasi data dell’anno, o nel giorno stesso in cui i Segretari generali comunicano i dati ai responsabili dell’Erario. Ma le macchine debbono però essere già cariche, perché solo così il cittadino sa che tutto è esattamente pianificato, e in che misura.

Certo! Il Parlamento potrà in qualsiasi momento sfiduciare il Presidente del Consiglio che non ha armonizzato bene i Valori Erariali espressi dai partiti della maggioranza. O potrà per qualsiasi motivo alterarli durante la legislatura. O eliminarli addirittura! Ma – in ogni caso – ogni operazione sarà per legge, e quindi visibilissima. Ogni singolo centesimo che si ritroverà fuori dai parametri sarà rilevato dai cittadini esattamente come il deputato che si alza per andare a sedersi su un altro scranno.

Ma… un attimo!

Domanda importante.

Anzi, importantissima.

Quali Valori Erariali passa il Presidente del Consiglio ai due Segretari generali? Precisamente? Solo quelli di sicurezza? Eh no, guai se passasse solo quelli! Dovrà passare anche i progettuali, e quindi tutte le Quote Ministeriali, cioè i soldi che debbono andare ad ogni singolo Ministro con portafoglio. I soldi, ovviamente, non li “prende” direttamente il Ministro, ma vanno negli Enti e nelle infinite Sedi indicate alle macchine erariali. Qualcosa resterà sicuramente negli Uffici più importanti, ma il grosso va giù, dove si lavora.

«Ah già, come dicevi prima! Per fare in modo che il re possa disegnare la sua nazione».

Certo, per disegnare, e quindi per avere tutte le cose belle e piacevoli che desidera, tutti i servizi che più lo aggradano. Ovviamente, nelle prime legislature, come succede a un re giovane che affronta per la prima volta i suoi ministri, il popolo tenderà ad appoggiarsi ai politici da sempre votati per la direzione. Ma poi, pian piano, tutto si sposterà sulla potenza, perché emergeranno progetti, prospettive, grandi idee… E quindi il popolo, cominciando a relazionarsi sempre di più con i capi tecnici dei Servizi, comincerà a disegnare davvero.

«Forse comincio a capirti. Tu, con “relazionarsi”, intendi “in fase elettorale”. Giusto? Ma allora anche durante tutto l’anno, perché no? Anzi, gli anni!».

Certo! Oggi siamo condannati a miliardi di ore televisive con la politica spettacolo. Ma se l’Ente Unico Strade, ad esempio, ogni anno della legislatura riceve 10 miliardi in più “per mettere giù un asfalto che dura il doppio”, la gente, se permetti, anche se l’ente sta sotto il Ministero dello Sviluppo (poniamo) vuole sentire  la diretta voce dell’ingegnere capo, e non quella di politici o ministri. Insomma: «Ingegnere! Come stanno andando i lavori?». È normale, no? Invece di sciocchezze e spettacolini, la gente vuol sapere a che punto è la situazione. Sarebbe così strano?

«Assolutamente no!»

E se il Ministero della Salute – proviamo ad immaginarne un’altra  situazione – avesse ricevuto un budget più largo per dotare ogni medico di base di 300.000 Euro di macchine, più un infermiere professionista 8 ore al giorno, credi che la gente si accontenterebbe dei soliti pollai? No, ogni tanto vorrebbe in TV il Ministro per sapere esattamente come, e a che punto, e perché mai, e se i medici sono contenti.. Non tutte le sere, ma una volta al mese sì!

«Ah certo, ovvio! Ma direi però che il “progettare” andrebbe bene – forse – anche per salvare un po’ la terra. Che ne dici?»

La terra? Eh beh, in questa precisa fase storica, progettare potrebbe davvero essere anche un modo per aumentare le possibilità di salvarsi.

Il nuovo Erario

ERARIO - SOLDI E BANCONOTE

Curiosamente, come qualcuno si sarà certamente accorto, le novità e le banalità appena viste sembrano quasi andare a braccetto assieme. Piuttosto strano, vero? Il mondo  della politica, infatti, non muta in alcun aspetto, resta esattamente quello di prima (la solita bella Versailles “del potere” – con gente in gamba che sa far di tutto – i soliti “servi di palazzo” – ben vestiti e lustri -, il solito “sovrano” o “re” – che una volta era una persona, ma da molti anni è ormai il popolo…). Quindi? Perché mai tutto sembra così diverso, mentre invece resta uguale? Ovviamente, perché c’è solo uno spostamento percettivo. Una volta il re stava laggiù, sullo sfondo, era piccolissimo, mentre i servi di palazzo – vicinissimi – incombevano con tutta la loro supponente incompetenza. Ma (ma), facendo in queste righe un lungo giro, e muovendoci come intorno alla reggia, pian piano ci siamo avvicinati al re. È cambiato forse qualcosa? No, ma ora il re è qui, vicino a noi, mentre loro stanno tutti laggiù, e appaiono – guarda un po’! – piccolissimi.

Non dobbiamo quindi meravigliarci se, arrivati allo strumento centrale del DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, anche qui non cambia nulla (le casse statali sono sempre e solo delle casse statali, che altro potrebbero essere?), ma col re “qui” e non più “laggiù”, l’Erario diventa di fatto un organo, uno strumento, una proprietà del popolo. In pratica, il perno che se da una parte regola e sostiene i potentissimi Parametri Erariali, dall’altra alimenta i numerosissimi Conti Erariali Sovrani.

Che l’Erario sia “del popolo” e non “del parlamento” lo possiamo osservare anche dal fatto che i soldi necessari al mantenimento dello Stato potrebbero benissimo arrivare per altra via. Se al 1 gennaio di ogni anno (si veda la scheda relativa alla “Percentuale Residua“) lo Stato venisse interamente saldato con un atto più politico che tecnico, l’Erario – per 365 giorni di fila – ne ignorerebbe di fatto l’esistenza. Continuerebbe a dare soldi soltanto al popolo! Ci sarebbe da meravigliarsi di questo? No. Infatti, se la sovranità appartiene al popolo, allora l’Erario è del popolo. Cosa cambia? Niente, solo il punto di vista.

Ma… un attimo, però! Procediamo anche qui con ordine perché l’Erario non è sempre e soltanto Percentuale Erariale. Assolutamente no! Ci sono due altri giri di denaro.

Tutti gli Enti, infatti, vuoi per necessità etiche come di mercato, dovranno sempre poter imporre al popolo delle accise, dei bolli, dei monopoli, delle dogane, dei balzelli, delle sanzioni, delle multe, delle ammende, delle contravvenzioni, ecc.. Questo denaro, però, sarà preceduto da specifico codice perché, non potendo più andare a mantenere lo Stato, dovrà essere distribuito in parti uguali ai cittadini durante la notte (quel che Popolo Sovrano chiama Gabelle di Ritorno).

Stesso modus operandi per il denaro del Welfare che, ordinato dal Parlamento – ma procedente ora da cittadino a cittadino -, si muoverà sempre con particolari codici automatici da tutti i conti correnti privati e aziendali senza più infilarsi nei bilanci d’un qualsiasi Ente. Durante la notte successiva all’incasso sarà infatti distribuito dall’Erario ai soli aventi diritto (quel che Popolo Sovrano chiama Welfare Diretto).

In sintesi, a conti fatti, quell’Erario del Popolo che nasce dal DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE (e per conseguenza dal Regolamento per la formazione dei Parametri Erariali) introita sì tre flussi finanziari, e precisamente:

ma uno solo fa parte dei Parametri Erariali (di sicurezza, per la precisione). Uno! Cioè, la Percentuale Erariale! Gli altri (le Gabelle di Ritorno e il Welfare diretto) sono banalissime partite di giro. Il denaro è cioè prelevato qui, e stanotte viene spostato . Se sulla benzina (ad esempio) il Parlamento aggiunge un altro Euro di accise al litro, la Gabella farà il suo normale lavoro etico (tutti mediteranno di passare all’elettrico), l’Erario incasserà le maggiorazioni continuando a non far vedere un centesimo alla Cosa pubblica (mantenuta dalla sola Percentuale Erariale), e i cittadini si ritroveranno quei soldi in più sui Conti Erariali. Dove sarebbe il guadagno? Non c’è! Sono solo partite di giro!

La Percentuale Erariale, invece, non è una partita di giro, perché è il ricavo che il popolo ottiene dalla nazione. Sono soldi veri! Il “re” ha molto da spendere, è vero, i Servizi pubblici sono davvero tanti, però la nazione, col suo lavoro, crea il Prodotto, cioè la ricchezza vera, concreta, goduta, consumata; e il re – di tutto questo godere – se ne prende un po’. Sono soldi così “veri” che se gli resterà qualcosa in tasca dopo aver pagato i lavori comandati, allora diventerà ancora più ricco!

Guarda caso, siccome si tratta proprio di un ricavo, e nel ricavo ci sono sia il guadagno che le spese, i soldi che escono dall’Erario non sono sempre gli stessi durante l’anno perché la Percentuale Erariale si sdoppia in denaro “per pagare i fornitori”, o – saldati questi – in guadagno “per diventare più ricchi”. Ecco ad esempio i tre flussi di denaro distribuiti dall’Erario durante i primi mesi dell’anno (quando lo Stato è ancora tutto da pagare):

ed ecco invece, a Stato saldato, i tre flussi di denaro dei mesi successivi:

Naturalmente, se lo Stato viene saldato al 1° gennaio col “welfare” della Percentuale Residua, vale solo la seconda situazione, e i cittadini – per 365 notti di fila – continueranno a ricevere denaro da tutti e tre i flussi, cioè le Gabelle di Ritorno (90 Euro al mese pro capite? Di più? Di meno?), il Reddito Sovrano (1.600 Euro circa pro capite – parliamo degli italiani – ogni 100 miliardi di P.E. introitata dall’Erario), e il Welfare Diretto se possono goderne.

Ma in ogni caso, prima di entrare direttamente nelle case dei cittadini (a vedere cosa esattamente siano i loro Conti Erariali Sovrani), sottolineaiamo bene questi tre punti:

  1. le cifre debbono sempre tornare al centesimo, e quindi lo Stato dovrà farsi carico completo dei costi legati alle transazioni della moneta elettronica;
  2. indipendentemente da provenienza e scopi, l’Erario non dovrà mai trattenere il denaro oltre la mezzanotte successiva agli incassi, ma sempre svuotarsi fino all’ultimo centesimo – di giorno si “gonfia”, di notte si “sgonfia”;
  3. la privacy finanziaria cui ognuno ha diritto sarà tutelata dalle Forze dell’Ordine nello stesso modo delle telecamere pubbliche, che riprendono ogni cosa ma vengono aperte solo se ci sono indagini in corso.

E adesso andiamo in casa del cittadino/re.
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I Conti Erariali Sovrani

CORONE DEL POPOLO

L’erario è del re, non del Parlamento. È sempre stato così, e sempre sarà. È dunque normale che l’intero sistema faccia capo ai cittadini, e che i precisissimi terminali dell’Erario arrivino in casa del popolo per consegnargli tutti i soldi.

Il Sovrano, per questioni di serietà e priorità, penserà prima ai suoi uomini e ai lavori comandati,  e quindi nei forzieri reali non arriveranno proprio “tutti” i soldi. Ma questa è semplice contabilità. Nulla vieta, al popolo, di votare dei partiti che capovolgano il costume. Ad esempio: “Prima i soldi ai cittadini, e poi allo Stato”. O addirittura: “I soldi soltanto ai cittadini, e se poi quelli vorranno fare le giuste donazioni… “. Le navi  – si sa – devono avere la sala macchine in basso e la sala comando in alto, ma… chi può passare davanti al re?

I Conti Erariali, quindi, non sono banali conti bancari “su cui far arrivare soldi”, ma terminali dell’Erario che si muovono in ambito reale. Ecco perché, ad esempio, se un cittadino fa un bonifico bancario sul suo personale Conto (nessuno può farlo oltre a lui, perché in quella posizione è “re”), i soldi compaiono solo il tempo di lasciare traccia, e poi spariscono. Andati! scomparsi! Perché? Proprio perché l’Erario obbedisce agli ordini del sovrano! Chi c’è infatti dall’altra parte dell’Erario? Lo Stato? Lo Stato da mantenere? Certamente, ma c’è anche il  popolo. Quindi, siccome allo Stato l’Erario già provvede con la P.E. o con la P.R., il denaro verrà distribuito durante la notte ai cittadini in difficoltà. Cioè, al popolo.

È quello che Popolo Sovrano chiama Welfare Volontario, un donare che è normale manifestazione del re. Ovviamente, questo Welfare può essere attuato anche senza bonifici, stornando semplicemente le Gabelle di Ritorno e gli eventuali Reddito Sovrano e Reddito d’Uguaglianza. Infatti, se il cittadino è benestante, ricco, e ritiene che quei soldi vadano meglio altrove, non fa altro che entrare nel suo Conto Erariale e spuntare le voci: automaticamente, il denaro andrà a chi ne ha fatto richiesta o è poco supportabile dal Parlamento.

Per concludere: quanti soldi possono stare su un Conto Sovrano? Se il cittadino non li ritira mai, anche tutti. Il conto è comunque insequestrabile in quanto “del re”.

In conclusione

Il denaro scorre esattamente come prima, inondando Ministeri e Dipartimenti, ma la Politica non vedrà mai più un centesimo ad eccezione della microscopica percentuale di suo diritto. I budget saranno sempre più larghi del necessario, perché le sorprese non mancano, ma qualsiasi Ministero o Dipartimento potrà comunque passare le sue riserve agli altri in caso di crisi.

Tutto alla luce del sole, finalmente? Il cittadino non dovrà più consumare la propria intelligenza in dichiarazioni dei redditi e autocertificazioni, ma – volendo – può diversi a scrutare le spese in tempo reale della Pubblica amministrazione? I cittadini fanno vita da re?

Certo, certo! Sole e tranquillità! Tuttavia, Popolo Sovrano ritiene che le macchine contabili dovrebbero per legge rendere attivi i nuovi valori dei parametri di sicurezza e progettualità solo a partire dal primo istante del 1 gennaio, in modo che la visibilità aumenti in modi esponenziali. Se l’anno finanziario coincide con quello solare, infatti, la gente memorizza i dettagli, confronta gli andamenti, e capisce senza bisogno di spiegazioni. Le elezioni politiche, in questo caso, non potrebbero più essere tenute in primavera, ma verso la fine dell’anno solare, con campagne elettorali da prepararsi d’estate anziché in inverno.  

Qualcuno potrebbe obiettare che il popolo non avrà mai le competenze e quindi le capacità per far funzionare il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE. Un’obiezione sensata, giusta, che non fa una piega. Ma non dobbiamo però sovrapporre il mondo attuale, complicato sino al vomito e allo sfinimento, a quello nuovo, semplice e trasparente.strategia_03