Legenda Sovrana
PRELIEVO SOVRANO

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Si tratta di un prelievo percentualmente identico da ogni conto bancario personale, aziendale, e associativo (quindi non di Ente pubblico, o nemmeno erariale – vedi Conto Sovrano) al netto – nel mese in cui agisce – di ogni spesa elettronicamente già impostata*. Può avere tanti scopi: può servire per il welfare mensile, per sanare gli imprevisti di bilancio, e per situazioni eccezionali come terremoti, alluvioni, eccetera.

Anche se il prelievo è forzoso, non si tratta però di una tassa**, tant’è che qualunque sovrano può sottrarsi spostando le sue eccedenze all’estero o in Borsa. 

Ordinato dal Governo tramite decreti (o dal parlamento tramite leggi), fa sempre suonare il cellulare dei Sovrani, perché le banche notificano ai clienti il prelevato e – ovviamente – anche la causale*** trasmessa dai Segretari delle Camere ai Capi dell’Erario.   

*) Si tratta di fatto di un prelievo sul residuo, cioè una quota percentuale sulla liquidità rimasta a fine mese. 

**) La tassa è il tributo che il servo della gleba paga al feudatario senza sapere dove vanno a finire i suoi soldi. Il Prelievo Sovrano è l’equivalente moderno del Prelievo Assembleare dell’antica Atene. È la decisione libera e consapevole del Popolo-Padrone che, attraverso il suo Parlamento, decide di prelevare temporaneamente una quota dai propri conti per far fronte a un’esigenza comune (compensare un calo delle entrate, finanziare un’opera strategica, superare una calamità…). Non sono tasse: è il padrone che decide come spendere i propri soldi in casa propria.

***) La causale può essere essenziale, riportante cioè solo le specifiche dell’organo ordinante il prelievo, oppure esaustiva, e quindi comprendente la precisa somma da raccogliere sul territorio nazionale e le ragioni che hanno costretto l’organo a ricorrere all’aiuto del popolo. Popolo Sovrano, se sarà dal 2027 maggioranza parlamentare, imporrà le esaustive come prassi.