RISULTATI ETICI

6 Superiamo l'impossibile della democrazia.
UNA VITA DEGNA

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È facile intuire come l’attuale bosco stregato dei Mille Balzelli (multe, sanzioni, contravvenzioni, dogane, ticket, concessioni, ammende, penalità, bolli, rette, accise, ecc…), tenderà necessariamente a sfoltirsi proprio grazie alle Gabelle di Ritorno. Nel futuro, infatti, si dovrebbero vedere ancora gli stessi alberi, uguali identici, ma senza più quell’orrendo intrico di cespugli, rovi, ramaglie ed erbe alte dove si nascondono i serpenti.

È un’etica di basso livello, da semplice “fatica in meno”, perché ogni imposizione extra genera negli Uffici ulteriori controlli e adempimenti; e quindi, sapendo di non incassare mai un centesimo per l’eternità, l’Amministrazione pubblica tenderà a mantere soltanto le imposizioni veramente funzionali, etiche, e vitali.

Ad esempio, diverrà perfettamente inutile gabellare tutte – ma proprio tutte – le insegne aziendali, perché i produttori e gli esercenti (volere o volare) dovranno sempre e comunque installarle. Siccome però il Comune non incasserà mai più un centesimo, ecco che la Gabella “per tutti e comunque e in ogni caso” si trasformerà inevitabilmente nella Gabella “per chi vuole un’insegna oltre certi accettabili standard”. Insomma, per chi la vuole eccezionale, e quindi in grado di disturbare l’armonia degli edifici, o lo skyline delle strade. Idem così per il plateatico, per i posti auto, per questo, quello, quell’altro…

E non è tutto! Non ci dovrebbe essere soltanto una bella razionalizzazione a monte, ma anche un virtuoso comportamento a valle. Niente d’intenzionale neppure qui, ovviamente, nessuna virtù sofferta, nessun eroismo amministrativo; ma è certo che la Cosa pubblica, avendo denaro solo per lavorare e non per “favorire mercati”, non riuscirebbe più a creare l’orrendo torbido che ottiene sempre grazie agli strazianti e complicatissimi sgravi fiscali con super bonus a lato. Formule che se da una parte drogano il mercato – eccitandolo -, dall’altra  lo bloccano perché i consumatori attendono ulteriori aiuti.

Insomma! Grazie al DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, la Cosa pubblica avrà a disposizione un solo e unico strumento per imporre l’etica: le  Gabelle di Ritorno. E questo strumento sarà efficientissimo perché l’Amministrazione potrà finalmente fare solo quello che le è sempre riuscito benissimo: colpire, schiacciare, massacrare, spremere, calpestare. Il tutto in modi virtuosi (non vede mai un soldo), e utili (fa guadagnare i sovrani).

Sempre restando nel campo dell’Etica, poi, gli Enti formitori di energia e acqua, vuoi perché già mantenuti dai budget, vuoi perché “soltanto il re può incassare”, ne generano di ulteriore, e pure in  grandissima quantità! Sempre a basso livello, d’accordo, ‘occasionale’; ma che però, confrontata alle spremiture fatte oggi sulla povera gente, sarebbe quasi da mettere sugli altari. Per entrar nel pratico, la novità è che – ormai – i Ministeri possono emettere solo gabelle. Che significa? Significa  che non possono più fatturare. Significa che se al tal Ministero sono stati assegnati 10 miliardi l’anno per comprare e distribuire il gas nazionale, i co-sovrani – che hanno finanziato l’impresa – se ne ritroveranno in tasca moltiplicati. Ovvio! Quel Ministero non può far pagare la roba che non è sua. Però (però) ha pure il compito etico di evitare il più possibile gli sprechi. E quindi…? Quindi niente di nuovo sotto il sole! Il re guadagna sempre, e se il gas aumenta, guadagna pure di più!

Detto per inciso, sia pure restando all’interno di etiche salvadanaio, le Gabelle di Ritorno aprono fantastici scenari anche dal punto di vista dell’ecologia. Si ritorni a immaginare quel Ministero con 10 miliardi per acquistare e distribuire il gas. Visto che non può fatturare, si prospettano due modus operandi:
– opzione A: consegna emettendo Gabelle, e tutto finisce lì;
– opzione B: consegna emettendo Gabelle solo sulla parte eccedente uno storico in calando.
In parole povere: se il Ministero ha puntato a un’etica riduzione dei consumi del 5% annuo, il co-sovrano che ha consumato il 95% o meno dell’anno precedente non pagherà niente. Quello che invece ha consumato il 97% pagherà fortissime Gabelle sul due in eccesso.
Bene! Non è forse vero che tutti i co-sovrani si darebbero da fare per mettere doppi vetri, pannelli solari, e incappottare edifici? In allegria, però, perché non farebbero nient’altro che usare i soldi delle forniture. E tutto senza un solo ufficio dello Stato a creare confusioni fra detrazioni, bonus, dichiarazioni, calcoli energetici, circolari, decreti, classi energetiche, verifiche, leggi, ispezioni, assunzione di responsabiità, dichiarazioni congiunte, firme dell’amministratore, controlli della Guardia di Finanza, multe dall’Agenzia delle Entrate…

Anche qui – d’accordo – si tratta di Etica sui generis. Lo Stato è semplicemente impossibilitato a nuocere perché, finalmente, si ritrova a fare il suo vero mestiere: il servo! Però, considerando altre situazioni, il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE sembra davvero spingere verso un grado elevatissimo di eticità.

Come? In che modo? Dove?

Per molte migliaia d’anni, la proprietà privata (un concetto alieno alle antiche tribù) ha frantumato e contenuto la vita degli individui in milioni di confini, limiti, e fili spinati. I popoli occidentali, poi, stati anche letteralmente distrutti, dal punto di vista sociale, dalla colossale immissione di energia, che ha reso tutte enormi le distanze quotidiane e quindi le aree soggette alla percezione. La gente spende ormai il suo tempo, infatti, in mondi artificiali, cioè in gruppi che esistono solo il tempo necessario alle funzioni. Apparentemente continui, cessata la funzione, scompaiono di colpo.

Esiste una soluzione? Il lavoro virtuale, evitando gli spostamenti, qualcosa potrà fare. Ma prima o poi tutti arrivano comunque alla domanda che da secoli tormenta gli uomini più intelligenti: “Diventiamo sempre più ricchi e potenti, va bene, ma dove è andata la felicità dell’esistere?”.

Detto in altre parole: «Non sarà magari vero che a noi esseri umani manca sempre e terribilmente la vecchia e antica tribù, proprio come ci mancano sempre e terribilmente gli alberi, l’erba, la foresta, gli animali, le montagne, il mare, il vento, i ruscelli? Non potrebbe essere vero che, prima d’essere uomini civilizzati, noi siamo degli animali sociali che nel loro profondo non hanno affatto la voglia di primeggiare e di ‘avere’, ma l’empatia per la propria razza e per tutte le creature che combattono la morte?».

Detto con parole più forti: «Potrebbe essere che alla sera, quando vien l’ora di dormire, per i maschi adulti la felicità profonda stia nel sapere che tutte le donne della tribù – nessuna esclusa – hanno mangiato e dormono al caldo? Non potrebbe essere che per le femmine adulte (sta scendendo la notte) la felicità profonda stia nel sapere che tutti i bimbi della tribù – nessuno escluso – hanno mangiato e ora dormono coi piedini al caldo? Non potrebbe essere che per i bambini la felicità profonda stia nel sapere che tutti gli animali della tribù – nessuno escluso – si sono riempiti la pancia e ora, adesso, in questo momento, dormono “liberi e felici per un nuovo giorno”?».

Etica? Etica vera?

Cosa proviamo all’idea di utilizzare l’Erario Sovrano al modo del Saldo Unico (consultare, prego), facendolo così diventare, per tutto l’anno, una gigantesca fabbrica di reddito per tutti? Fabbrica dove i ricchi – che hanno sì saldato lo Stato con percentuali uguali agli altri, ma necessariamente più consistenti – non sono più gli sfruttatori del popolo, ma, proprio come nelle antiche tribù, i cacciatori che sostengono i deboli? Cosa proviamo all’idea di una nazione che, proprio come nelle antiche tribù, non sa più dell’esistenza di poveri perché non c’è più nessuno – nella tenda accantopreoccupato per il futuro? Cosa proviamo di fronte ai welfare Diretto e Volontario, metodi curiosi per aiutare il prossimo, lontanissimi dalle nobili carte e dagli infiniti obblighi di legge, ma che però stanno all’interno dell’empatica verità che la gente va aiutata ora, subito, adesso?

Cosa proviamo?

E che proviamo all’idea d’un Parlamento non più ricattabile?

IDEE LUNGO LA STRADA