WELFARE DIRETTO

 

È il normale welfare finanziario per chi è anziano, disoccupato, malato, vittima di calamità naturali, o semplicemente non in grado di lavorare.

Data la scomparsa contabile degli enti mutualistici (che restano solo per dati, statistiche, ispezioni), il denaro viene mensilmente raccolto con identica Percentuale Residua da tutti i conti correnti privati e aziendali della nazione, e distribuito agli aventi diritto la notte successiva.

L’ordine promana dal Parlamento, è fisicamente veicolato dalle Forze dell’Ordine, e il denaro, entrato nell’Erario Sovrano, va da co-sovrani a co-sovrani.

Anche le aziende (che per la verità non sono mai dei co-sovrani) partecipano alla raccolta in quanto storicamente causa del welfare relativo al lavoro (incidenti, maternità, malattia, eccetera).

Non si tratta di una tassa, perché ogni co-sovrano o azienda, se vuole, può comprare azioni il giorno prima per rivenderle il giorno dopo. Le Forze dell’Ordine, tuttavia, se rilevano carenze che non riescono a compensare con le giacenze interne (somma cuscinetto), agiscono autonomamente, ripetendo l’ordine alle banche. La pratica potrebbe anche non essere mensile, ma trimestrale, semestrale, o addirittura annuale, ma si creerebbero grosse giacenze senz’altro scopo che quello di restare in attesa. Mentre i co-sovrani, dal canto loro, si dimenticherebbero dell’importanza di aiutare gli altri e della necessità di doverci sempre guardare dentro.

Essere generosi con chi ha bisogno di aiuto, infatti, è un conto; essere prodighi con i furbi, invece, tutto un altro. In un caso si è felici, nell’altro umiliati. 

Il Welfare che parte dai co-sovrani come Volontario, ovviamente, viene ricevuto dai confratelli come Diretto, in quanto non separato.

Questo Welfare, non appoggiato al Prodotto e quindi alla Percentuale Erariale, secondo il partito ha lo scopo di verificare la coesione sociale, ridurre drasticamente la liquidità bancaria (che deve trasferirsi nel mercato azionario, se non vuole essere del tutto erosa), e pareggiare in qualche modo gli stili di vita, lasciando alle proprietà fisiche e azionarie il semplice ruolo di elementi per lavorare o di mezzi per il puro godimento fisico.