Legenda Sovrana
FEDERAZIONE MONDIALE

 

Per Statuto, Popolo Sovrano cesserà la sua esistenza nel momento esatto in cui sarà costituita la Federazione Mondiale. Una Federazione, cioè, che contenga almeno le sotto federazioni USA, EUROPA, RUSSIA, e la nazione CINA.

Questo può sembrare un paradosso, perché l’obiettivo del Partito è di consegnare le chiavi del mondo ai legittimi proprietari – i Popoli – e non di spingere le Nazioni a federarsi o super federarsi. Eppure, i fondatori del partito hanno fissato questa curiosa data di scadenza per lanciare un allarme.

Bisogna infatti muoversi alla velocità della luce, perché il male – che nasce da pasticci colossali – viaggia ad altissima velocità, con la forza di mille miliardi di leoni, e le federazioni non possono essere gli atroci pasticci che abbiamo visto ultimamente nascere. 

Cosa sono le federazioni? Sono costruzioni immense, che sostengono milioni o miliardi di esseri, e quindi debbono essere forgiate dalla brutale ed essenziale logica dei maschi adulti. Non possono essere il prodotto della disperazione di servi e maggiordomi, sempre bisognosi di ricevere ordini, sempre desiderosi di nuovi e più ampi palcoscenici, e sempre morbosamente attratti da luci ed ori. La fusione tra i popoli deve essere autentica, voluta, ma allo stesso tempo essenziale, leggera, e quindi rispettosa delle singole sovranità. 

Le federazioni unificano ARMI e DIPLOMAZIE, niente di più, e niente di meno. DUE MINISTERI, quindi, quello della Difesa e quello degli Esteri, scompaiono dai territori dei singoli Stati per comparire al centro dell’Unione. È una struttura leggerissima, semplice ed essenziale, uno scudo protettivo e niente più. Una federazione è quindi pacifica per natura, perché non ha al suo interno problemi di bilancio, non deve dare e avere con il resto del mondo. La federazione è mantenuta da una piccola quota degli Stati membri. Però – però – è pesantemente armata, e sempre intenta a osservare il mondo, e quindi, nella sua essenza, è qualcosa di maschile e di cupo. Insomma, non c’è posto, in una federazione, per il teatro e per l’oro, esattamente come non c’è posto per attori e lustrini in un varco armato di frontiera.

(Questo nell’essenza, ovviamente. I politici, però, attualmente privi di ordini, non riescono a non tirare verso il centro pure un terzo Ministero, quello che si occupa dell’Economia e dei soldi. Tremano di paura all’idea che ogni Paese, in quanto sovrano, utilizzi la moneta che preferisce. Così, pure le Federazioni, prima o poi, finiscono con l’avere dei problemi di “dare/avere” con i Paesi Esteri). 

Abbiamo così un problema semplicemente titanico: quando i politici parlano di unire i popoli, e quindi caldeggiano la possibilità di una federazione, stanno mentendo dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi. Nessun politico, infatti, vuole cose leggere, perché la leggerezza è la sovranità, mentre il peso – il maledetto peso – è il cortigiano che comanda, impesta, e comincia quindi a fare pasticci su pasticci. Lo abbiamo visto e stravisto in Europa. 

Oggi, i 27 attuali Stati dell’incomprensibile unione europea (tanto per fare un esempio concreto e d’immediata comprensione) possiedono qualcosa come 2.000 ambasciate; e quindi – tra uffici di rappresentanza e consolati – almeno 4.000 prestigiosi (e prestigiosissimi) posti diplomatici, cioè Nobili Uffici con cui possono direttamente entrare dentro gli affari di tutto il mondo, e partecipare ad infiniti teatri e vicende ad uso e consumo dei loro futuri elettori. In una federazione, invece, soltanto il centro dispone delle ambasciate, che nel nostro caso passerebbero di colpo a 150 (300 posti diplomatici in tutto, contando anche i consolati), con tutti i politici nazionali brutalmente tagliati fuori. È un colpo di pugnale alla politica nazionale. È una spada che attraversa il ventre! Si tratta infatti di una stellare perdita di prestigio, a cui però – drammaticamente – va aggiunta anche la super perdita stellare di prestigio per dei Servizi Segreti ormai ridotti a nazionali (in pratica, sono la Polizia), e a cui va orribilmente aggiunta pure la mega perdita stellare di prestigio delle Forze Armate ormai agli ordini dell’unione, e quindi sena più riferimenti locali. Pugnalate a raffica!

(Pensate alla Federazione mondiale, dove il numero delle ambasciate – addirittura – va a zero! Sì, a zero! E pensate ai Ministeri degli Esteri, che nel caso arrivassero astronavi aliene, invece dei 150 attuali che febbrilmente cercherebbero contatti privilegiati, soltanto quello della Federazione potrà occuparsene. Anzi, bisognerà reinventarlo, ricostruirlo, perché, nel frattempo, senza contatti “dallo spazio profondo”, era stato soppresso. E nessuna nazione sarà interpellata. Nessuna! Terribile, vero? Spaventoso!)

Quindi la federazione è leggera, è semplice, è essenziale, però loro mentono quando indicano quella struttura agli elettori, perché, se la realizzassero davvero, verrebbero immediatamente tagliati fuori da tutto, cioè da tutto quello che conta, dal mondo intero, e il loro prestigio scenderebbe letteralmente a zero. Il prestigio resterebbe sicuramente per i pochi eletti a Bruxelles (qualche centinaio di persone) ma per i diecimila che stanno dentro i 27 attuali parlamenti nazionali sarebbe una vera e propria deportazione in provincia. 

Pensiamo ai grandi Stati degli USA! Sono ricchi, sterminati, potenti, ma chi di noi europei ha mai sentito una sola volta, in TV, parlare del Governo del Kentucky, e del parlamento del Texas, o del Presidente dell’Arkansas, o del Primo Ministro del Michigan, o della Camera Alta del Missouri, o della Camera Bassa della Florida? Mai! In cent’anni, neppure una volta! Mai qualcosa che ci arrivi dall’Oklahoma, o dal Montana, o dal Nebraska. Mai, mai, mai! Mentre ogni giorno, invece, siamo inondati di notizie sul governo francese, sul primo ministro tedesco, sul parlamento spagnolo, sul ministro italiano, sulla Camera dei Lord inglese… Non c’è niente da fare! Tutto il teatro finisce nel centro, e il sovrano locale – senza più palcoscenico – deve occuparsi solo di se medesimo. 

E così, inevitabilmente, inizia il tragico e criminale doppio gioco delle centinaia di servi che cinquant’anni paghiamo per mandare a Bruxelles a combinare pasticci incommensurabili. Maggiordomi, lacchè, ciambellani, paggetti, valletti e coppieri sbiancano in volto e arretrano quando percepiscono che la “cosa” – la mostruosa organizzazione comune – potrebbe diventare reale per davvero. Dopo i soliti tre passi in avanti, infatti, concertati tra pranzi e cene, ne fanno sempre due indietro, e grazie ad altre ottime libagioni e lodevolissimi rimborsi spese, tengono di riserva il terzo per principio (bisogna stare attenti, infatti, basta distrarsi un attimo, e ci si ritrova come quelli dell’Arkansas). L‘elettore deve capire bene questo fatto, se non vuole morire: per i politici non esiste alcuna soluzione positiva quando si tratta di “unire”, perché per loro, qualsiasi scelta in quel senso, è un vero e proprio suicidio. 

Anche l’altra modalità di unione, infatti, quella dell’Impero, è terribile e devastante, uno tsunami che si abbatte ovunque. Anzi, è ancora più micidiale della federazione, tanto in termini di occupazione che di prestigio, perché tutti i Ministeri finiscono tendenzialmente nel centro. In pratica, l’intera politica locale non è più sovrana, e quindi può addirittura scomparire. Se con la Federazione, infatti, i parlamenti nazionali, anche se non più armati e pure privi di finestre verso il mondo esterno, ancora possono e debbono sviluppare una seria politica interna, con l’Impero possono invece diventare dei semplici amministrativi: cioè degli elementi che debbono solo trasferire sul locale quello che si vuole al centro. Delle nullità! Avete presente gli Stati del Canada? Nemmeno conoscete i nomi.

L’elettore, arrivato a questo punto, ovviamente non si domanda più perché i politici di Bruxelles non siano riusciti a fare la Federazione in ben cinquant’anni di cene e di ottimi rimborsi spese. Ormai l’ha capito benissimo! Anche se la politica locale è perfettamente salvaguardata, anche se basta semplicemente chiudere quei due Ministeri (tante spese in meno, ci pensa la Federazione), loro hanno una paura folle della perdita di prestigio, e sanno benissimo che si ritroverebbero di colpo senza più ambasciate e senza più niente di tutto quello che è gloria e alta dignità. Però, se l’elettore, a questo punto, soffermandosi un attimo a pensare, si domandasse per quale motivo i politici si sono mossi verso l’unione dei popoli, facendo per di più tantissimo strepito e baccano, allora potrebbe davvero andare in confusione mentale. Eh sì! Sembra proprio un comportamento da matti, da gente che vive profondissime nevrosi. 

Quale sovrano del mondo, infatti, chiederebbe a gran voce ai propri sudditi – che fra l’altro non ne hanno alcuna intenzione – di unificare i territori con altri regni, ma col terrore di auto cancellare la propria dinastia regnante? Se un re si comportasse così, vuol dire che c’è qualcosa sotto. E quindi, cosa c’è sotto il comportamento dei nostri politici di alto e di piccolo bordo? Temono la Federazione, ma nell’avvicinarsi cominciano a sudare; continuano a pomparla, volerla, sbandierarla, e pretenderla, ma piuttosto che realizzarla sono pronti a uccidere. Qual è allora il vero motivo? Cosa diavolo c’è sotto? Il motivo vero, sostanziale, e orribile, consiste ovviamente nel fatto che l’associarsi “ma non del tutto” permette ai politici nazionali di risolvere il problema più importante di tutti; cioè, quello di essere comandati. Viene inventato un comando che non c’è, ma siccome comanda, qualcosa “vuole”, loro sono più che soddisfatti. Attenzione! Non siamo nella follia: siamo nella perfetta normalità. I politici sono degli esecutivi, i loro padroni non riescono ad esprimere delle desiderata, e quindi a loro – che rimangono con un viscerale bisogno di ordini – altro non resta che inventare un comando. Per assurdo che possa sembrare, siamo nella perfetta normalità. Tragica, d’accordo, grottesca, aberrante, ma normalità.

Con un parlamento extra, infatti, per loro si crea (e finalmente), una bussola, un orientamento, un’indicazione sulla strada che debbono percorrere. Tutti i cittadini “europei” hanno notato lo sguardo ispirato e le labbra che quasi tremano quando quei servi, mettendo spesso la bocca a culo di gallina, dicono «L’Europa lo vuole». Sono addirittura avvolti da un’aura mistica. Sembrano quasi staccarsi da terra. Nessuno sa cosa sia l’Europa, perché non è una federazione e nemmeno un impero, al massimo è un maledetto country club per ricchi (se si osservano le motivazioni con cui molti Stati si sono visti negare l’ingresso nell’unione, è impossibile non sentirsi a Londra) ma ogni parlamento nazionale – che pure non riceve dal popolo nulla in termini di desiderata – alla fine prende ordini da un parlamento che – in termini di desiderata – è il nulla del nulla del nulla del nulla. Per forza! Se niente arriva ai nazionali, figurarsi cosa potrebbe mai arrivare a un transnazionale! È il caos assoluto; è come se il volante dell’auto, non impugnato dalle volitive mani del guidatore, eleggesse a suo capo e signore le asperità della strada. Questa è insomma la vertà vera e profonda: l’unione europea soddisfa le esigenze più profonde dei servi stipendiati.

Il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE riesce a dare agli esecutivi delle chiare e pratiche indicazioni., e quindi il pasticcetto Europa diventerà inutile. Il bisogno dei servi di avere qualcuno che li comandi verrà meno, perché i cittadini saranno finalmente in grado di dire loro cosa vogliono e come lo vogliono. Tuttavia, una federazione può sempre far comodo. Non che gli Stati europei abbiano bisogno di chissà quali “scudi” militari perché le loro personalità sono fortissime, e note in tutto il mondo da secoli. Inoltre, il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE impedisce il caos finanzirio, e quindi le guerre utili a trasformare i Titoli di Stato in carta straccia. Però, se gli elettori intendono comunque associarsi con la tecnica dei “due Ministeri in meno”, secondo Popolo Sovrano, è necessario che nella testa dell’elettore ci siano idee molto chiare. E questo, sia che si tratti dell’Europa, come di qualsiasi altra Federazione, compresa quella mondiale.

IDEE BEN CHIARE – Lo Stato resta sovrano.

Anche se all’interno della Federazione ogni cittadino può andare e venire come gli pare, ogni Stato resta perfettamente sovrano e quindi – ad esempio – libero per principio di autodeterminare:

  • la propria forma di governo (dittatura, monarchia costituzionale, monarchia parlamentare, monarchia assoluta, repubblica parlamentare, repubblica direttoriale, repubblica islamica, Stati federati, tutto quel che si vuole);
  • le proprie leggi, i propri usi, i propri costumi, i propri bilanci;
  • le proprie scuole, la propria moneta, i propri standard di vita, il proprio modo di eliminare i rifiuti, tutto quel che insomma si vuole.

(Non è forse vero che, negli USA, se qui ci sono degli anni di prigione, nell’altro Stato, invece, c’è la pena di morte? Quindi, se in Italia ti danno la multa, ma arrivato in Francia, invece, ti arrestano, questi sono fatti tuoi: dovevi informarti).

IDEE BEN CHIARE – Non possono esistere bypass.

Il Presidente dell’Unione non può essere un “personaggio” buono per il teatro della politica e quindi per dei pasticci, ma un semplice e naturale esecutivo dell’esecutivo. Viene quindi nominato dal parlamento federale (esecutivo del popolo) come sua figura di rappresentanza e di tutela (e quindi esecutivo). Quando l’Assemblea non lo ritiene più adatto, semplicemente lo sfiducia. Bisogna sempre stare attenti ai bypass perché, per la politica senza ordini e comandi, i pasticci sono la normale regola. Un esempio curioso è il Primo Ministro votato direttamente dal popolo, cioè l’esecutivo secondario dell’esecutivo primario, che però, grazie a nuove schede messe nelle cabine elettorali, diventa il lato legislativo dell’esecutivo primario. Il caos! Il caos allo stato puro! Però fa sempre parte della serie: «Che qualcuno, per pietà, ci dia degli ordini!». Il futuro Presidente dell’Unione europea dovrà quindi essere una figura che non fa alcuna campagna elettorale, non viene finanziata da grandi capitali, e viene invece semplicemente scelta dalle due Camere europee riunite. Proprio come avviene per il presidente italiano. Le due Camere nazionali si riuniscono, e lo eleggono. 

IDEE BEN CHIARE – Non possono esistere sovrapposizioni o doppioni.

Se il popolo vota un altro parlamento (in questo caso il federale) questo secondo organo non è in nulla e per niente il capo del nazionale, non sta affatto “più in alto”, ma è semplicemente un altro parlamento a lato, tutto diverso, e che infatti si occupa di tutt’altre cose. Guarda caso, dispone di due potenti esecutivi (Ministero della Difesa e degli Esteri) che non esistono nei singoli Paesi. 

Non ci deve essere sovrapposizione nemmeno a livello di Ministeri: il ministero che esiste nella Federazione non può esistere nel singolo Stato, e il Ministero che esiste nel singolo Stato non può esistere nella Federazione. Il centro – ovviamente – se la politica dei vari Paesi è d’accordo, può dare ordini di massima a tutti i livelli (e quindi a tutti i Ministeri nazionali), ma non ci debbono essere confusioni di bilanci, e quindi nemmeno cattedrali. Non possono cioè proliferare i nobili e disgustosi uffici che già oggi impestano Bruxelles, Washington, o Ginevra, nati per dare sangue blu e serbatoi di voti a chi “rappresenta il popolo”, ma buoni solo a divorare la ricchezza di chi lavora. Se ai Ministeri nazionali che non sono presenti nell’Unione serve una coordinazione in Bruxelles (tanto per fare un esempio “locale”), affittano una palazzina per gli incontri comuni. Non devono esistere palazzi con decine di migliaia fra dirigenti e impiegati pagati per occuparsi di Ministeri che nemmeno hanno sede nell’Unione! Tutti i Ministeri nazionali possono decidere di trovarsi e coordinarsi, ma per questo non c’è bisogno di “gente serbatoio per aumentare il prestigio dei servi eletti parlamento federale”. Conti separati, e sempre chiari.

Fortunatamente…

… il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE viene incontro in modi ottimali (sarebbe meglio dire perfetti) anche per quanto riguarda l’ordine finanziario di una Federazione, perché le cifre che dall’Italia andranno a Bruxelles (restiamo sempre nell’esempio locale) non potranno certo far parte delle Quote Ministeriali, o delle altre spese proposte dai candidati al parlamento nazionale durante le elezioni. Questo, unicamente per il fatto che gli altri Paesi dell’Unione potrebbero non aver adottato il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, e quindi – in completa assenza di visibilità – sarebbe perfettamente inutile incaricare i candidati italiani all’Europa di promettere spese e bilanci. Se tutti i Paesi dell’Unione adottassero il secondo regolamento di visibilità, allora il discorso potrebbe cambiare. 

Quindi, anche se l’Italia fosse l’unico Paese ad avera adottato il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, il sistema ad alta visibilità funzionerebbe benissimo lo stesso, perché i fondi all’Europa, inviati dall’Italia con cadenza annuale, dovrebbero essere per forza prelevati con il metodo del Prelievo Sovrano. E questo metodo, non solo fa suonare il cellulare di tutti gli abitanti, ma all’interno del messaggio della banca, gli italiani troverebbero la causale. Ad esempio: «Per ordine del Governo, decreto del giorno tale, è stato ordinato un prelievo dell’X% da tutti i conti correnti della nazione per accreditare all’Europa la cifra di Y miliardi così suddivisi: Z miliardi alla Difesa, Q Miliardi agli Esteri e Servizi Segreti, W miliardi per il mantenimento del parlamento e accessori vari». Il cittadino legge, capisce, memorizza. Eccome se memorizza!!!

È chiaro che se la politica della Federazione decidesse di assumersi l’onere di altri Ministeri (oltre ai due di base(, i costi di gestione nazionali relativi a quei Servizi verrebbero immediatamente cancellati: le specifiche Quote Ministeriali scomparirebbero, e il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE risulterebbe vincente su tutto e su tutti.

Questa contadina oggi è lo zero del mondo. Chi ha paura di lei, infatti? Nessuno, e certamente non i politici resi nobili da splendori ed ori. Eppure, se la sua nazione adotta il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, di lei avranno paura persino i politici della Federazione Mondiale.