RISULTATI ETICI

UNA VITA DEGNA

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È facile intuire come l’attuale e spaventevole bosco dei Mille Balzelli (multe, sanzioni, contravvenzioni, dogane, ticket, concessioni, ammende, penalità, bolli, rette, accise, ecc…), tenderà necessariamente a sfoltirsi proprio grazie alle Gabelle di Ritorno. Nel futuro, infatti, si vedranno ancora gli stessi alberi, uguali, identici, ma senza più quell’orrendo intrico di cespugli, rovi, ramaglie ed erbe alte dove si nascondono i serpenti.

È un’etica di basso livello, certo, da “fatica in meno”, però gli Uffici, sapendo di non incassare mai un centesimo per tutta l’eternità, tenderanno a mantenere soltanto le imposizioni veramente etiche, e quindi funzionali.

Ad esempio, diverrà inutile gabellare tutte le insegne aziendali, quelle che le ditte mettono fuori per far sapere chi c’è in quel capannone o nel negozio. Verranno prese di mira solo quelle oltre certi accettabili standard. Insomma, quelle eccezionali, in grado di disturbare l’armonia degli edifici, e lo skyline delle strade. Idem per il plateatico, per i posti auto, per questo, quello, e quell’altro. Un modo finalmente etico di condurre le questioni etiche.

E non è tutto! Niente d’intenzionale neppure qui, semplice fatica in meno. Nessuna virtù sofferta, nessun eroismo amministrativo. Ma la Cosa pubblica, avendo denaro solo per lavorare e non per drogare mercati, non riuscirà più a creare l’orrendo torbido che sempre ottiene grazie agli strazianti e complicatissimi sgravi fiscali connessi a complessissimi e astrusi super bonus messi a lato d’intricati e tortuosissimi sconti in fattura che dovranno concretizzarsi in sgravi fiscali decennali. Formule che se da una parte eccitano il mercato, dall’altra  lo bloccano perché i consumatori attendono sempre ulteriori aiuti. Stop quindi al caos organizzato per il bene del popolo.

Gli Enti pubblici, poi, non potranno più fatturare. Che significa? Significa che le mani della Cosa pubblica resteranno sempre candite e immacolate per principio. Significa che i servi del Re, già mantenuti in tutto dai budget, potranno solo emettere delle Gabelle, indirizzando così i soldi ai padroni. Se, grazie al DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, il Ministero per l’Energia s’è ad esempio visto assegnare 10 miliardi l’anno per comprare e distribuire il gas nazionale, i sovrani – che hanno finanziato l’impresa – se ne ritroveranno in tasca il doppio attraverso l’Erario Sovrano (il doppio perché le industrie consumano, ma non hanno Conti Sovrani). Nessun Ministero potrà più fatturare della merce o dei servizi che non sono suoi; se i treni li ha comprati il popolo, ad esempio, gli stipendi dei ferrovieri sono pagati dal popolo, e l’energia per far muovere le ruote è pagata dal popolo, il Ministero che si occupa delle ferrovie non potrà certo fatturare. Però – avendo tutti i Ministeri il compito etico di evitare sprechi – emetterà delle Gabelle. Giusto?  Con questa Gabella di Ritorno sul gas, il cittadino paga e cerca di non sprecare energia, e con questa Gabella di Ritorno sui viaggi, il cittadino paga, ma non per mangiare, vivere, e dormire sempre in carrozza, perché ad ogni tratta c’è un ticket da pagare. Quindi niente di nuovo sotto il sole! Il re guadagna sempre e comunque, e se l’energia aumenta, anche lì guadagna ancora di più!*

Insomma! Grazie al DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, la Cosa pubblica avrà a disposizione UN SOLO E UNICO STRUMENTO per imporre l’etica che ritiene necessaria: la  Gabella di Ritorno. Uno strumento efficientissimo perché l’Amministrazione potrà finalmente fare quello che le è sempre riuscito meglio in tutti i millenni precedenti: colpire, schiacciare, massacrare, spremere, calpestare. In modi virtuosi, però, perché non vedrà più un soldo.

Il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE, però, sembra produrre anche un’Etica molto più profonda; che non ha a che fare con lo Stato. Perché? Perché per molte migliaia d’anni, la proprietà privata ha frantumato la vita degli individui in miliardi di confini. La proprietà privata, però, è un concetto del tutto alieno alle antiche tribù. Cioè, alieno a quello che siamo stati tutti noi per almeno 150.000 anni. E probabilmente di più. I popoli occidentali, poi, negli ultimi tempi, sono stati anche letteralmente massacrati dalla colossale immissione di energia, che ha reso enormi le distanze quotidiane, e quindi sbriciolato le antiche comunità. La gente oggi vive in mondi completamente artificiali, cioè in gruppi che esistono solo grazie all’energia, e solo il tempo necessario alle funzioni. Poi, terminato il lavoro, scompaiono.

Il DOPPIO CONTROLLO ELETTORALE inserisce un elemento nuovo, ma allo stesso tempo antichissimo. L’Erario Sovrano è l’Erario di tutti. Ed è un ambiente dove i soldi passano da un sovrano all’altro esattamente come un tempo passava un pezzo di carne da una capanna all’altra. Quale sarà l’impatto psicologico e sociale di questa formulazione, oggi è impossibile dirlo.

Possiamo però dire che in Atene, dove a pagare le tasse sul reddito erano solo gli stranieri, i ricchi venivano attentamente coinvolti, senza obblighi, ma con grandi riconoscimenti sociali. Erano contenti così perché in fondo loro erano i “cacciatori”, i grandi cacciatori della tribù, e tutti sapevano che le cose stavano così. Senza guerre tra ricchi e poveri, Atene è diventa la città culturalmente più invasiva e formativa di tutto il mondo antico.

Situazioni mai più ripetibili? Sembrerebbe, perché gli Stati sono Stati, e non piccole città. Eppure, se andiamo alla voce Saldo Unico, potremmo ritrovarci ad immaginare situazioni altissimamente collaborative.

*Detto per inciso, le Gabelle di Ritorno aprono fantastici scenari anche dal punto di vista dell’ecologia. Si ritorni a immaginare quel Ministero a cui sono stati affidati 10 miliardi per acquistare e distribuire il gas. Non può fatturare, e quindi si prospettano due diversi modus operandi:
– 1) consegnare il gas emettendo Gabelle (come si diceva prima);
– 2) consegnare il gas emettendo Gabelle solo sulla parte eccedente un certo storico in calando.
Traduciano questa seconda possibilità, eccezionalmente ecologica? Il Ministero potrebbe puntare a una riduzione generale dei consumi di una determinata percentuale (ad esempio, del 5% annuo). Se il cittadino consumerà il 95% dell’anno precedente, non pagherà nulla. Se invece consumerà più del 95% pagherà una fortissima Gabella sull’eccesso. Tutti i sovrani si daranno così da fare per mettere doppi vetri, pannelli solari, incappottare gli edifici, eccetera. Però, in allegria, perché si usano i soldi non spesi delle forniture energetiche. Il tutto – ATTENZIONE BENE – senza un solo Ufficio dello Stato a creare confusioni fra detrazioni, bonus, dichiarazioni, calcoli energetici, circolari, domande, decreti, classi energetiche, verifiche, leggi, ispezioni, assunzione di responsabilità, dichiarazioni congiunte, firme dell’amministratore, controlli della Guardia di Finanza, multe dall’Agenzia delle Entrate, sconti in fattura, eccetera, eccetera, eccetera.
Togliere il 5% all’anno è troppo? Si toglie un 1% annuo, un 2%, ma l’allegria e la semplicità regnano sovrane.

Idem in tantissimi altri campi.

IDEE LUNGO LA STRADA